Vacanze in Residence a Torre Mozza
La scelta della destinazione e della tipologia di struttura presso cui trascorrere le proprie ferie deve essere fatta alla luce di un’attenta ponderazione, che consenta di stabilire con adeguata cognizione la soluzione che possa garantire il miglior confort e rapporto qualità prezzo. La vacanza in Residence a Torre Mozza, da questo punto di vista, appare come una soluzione interessante che merita attenzione, capace com’è di venire incontro, nel migliore dei modi, ad una pluralità di esigenze assicurando la piacevolezza del soggiorno insieme alla qualità dell’accoglienza.
La vacanza in Residence a Torre Mozza offre un’articolata gamma di soluzioni abitative, dal monolocale all’appartamento con varia capienza, ideali per soddisfare le varie esigenze di famiglie e gruppi, ma anche singoli e coppie. Optare per il Residence significa godere di tutti gli agi e i servizi di un hotel sfruttando, al contempo, tutta la libertà e la possibilità di gestire al meglio il proprio tempo e i propri spazi proprie di un appartamento.
Questa libertà, nel caso di una vacanza in Residence a Torre Mozza, può essere sfruttata con grande profitto e diletto per godere appieno di tutte le bellezze paesaggistiche e naturali che questo angolo di Salento sa riservare al turista curioso. Torre Mozza, infatti, appare un luogo dove una natura in stato di grazia sfodera le sue cromie più maliose regalando ai fortunati bagnanti un anticipo di paradiso. La distesa marina, bassa sul fondale per parecchi metri davanti la spiaggia, sembra offrirsi al visitatore con il suo volto più docile e affabile invitando al tuffo anche i bambini, rivelandosi particolarmente adatta per le famiglie. La lunga e bianchissima spiaggia accoglie con il suo docile arco niveo il turista offrendogli un colpo d’occhio difficile da dimenticare.
Imperdibili, inoltre, per tutti gli appassionati di bellezze naturali , le passeggiate all’interno del Parco naturale regionale Litorale di Ugento che comprende il territorio di Torre Mozza, da cui si può apprezzare una sequenza costiera pregevolissima, costituita da un sistema dunale e retrodunale, da una serie di bacini e canali di collegamento, da una imponente scogliera fossile con gravine e dalla più estesa area di macchia mediterranea del Salento.
Alle bellezze uniche che la natura sa offrire la vacanza in Residence a Torre Mozza abbina, in un mix davvero ineguagliabile, tutti servizi e le comodità proprie dei migliori standard di accoglienza moderna, come la spiaggia privata attrezzata accessibile anche a disabili, l’animazione, l’area attrezzata per sport, i vari corsi gratuiti.
Altro aspetto che merita considerazione è, infine, la felice collocazione del residence a Torre Mozza, in una posizione strategica lungo la costa ionica, che consente di raggiungere in pochi minuti tutti i principali centri balneari di questo versante del litorale salentino da Gallipoli a Santa Maria di Leuca. In questo modo, si può godere di tutto il relax e la calma del piccolo centro con la possibilità di raggiungere, percorrendo pochi chilometri, il cuore della movida e del divertimento dell’estate salentina. In queste rapide considerazioni si sono illustrati sono alcuni dei motivi per scegliere di trascorrere una vacanza in Residence a Torre Mozza a voi l’opportunità di scoprirne altri e nuovi.
Itinerari Salento: i centri costieri ionici
La penisola salentina può vantare una costa lunga centocinquanta chilometri che si incunea tra Adriatico e Ionio alternando spiagge, calette e scogliere, descrivendo un itinerario suggestivo, vario e ricco sorprese.
Un itinerario che sul versante ionico va da Porto Cesareo a Santa Maria di Leuca e che merita di essere percorso in tutta la sua bellezza e goduto come un insieme pieno di amlie e affascinanti sorprese. Porto Cesareo è la prima ad accoglierci come porta d’ingresso del Salento sullo Ionio, i suoi fondali bassi sembrano voler dare confidenza al bagnante, mentre le sue acque chiare e trasparenti sono un invito a immergersi nei suoi flutti salsi. Un porto naturale il cui litorale alterna le spianate calcaree dei terrazzi a spiagge, dove la duna costiera ospita una fitta vegetazione arbustiva tra golfi, insenature, speroni rocciosi, scogli e isolotti. Più a sud Sant’Isidoro, quasi un abile acrobata in bilico sulla costa a strapiombo. Il colore bruno del calcare fa da sfondo ai colori tenui e chiari delle casette dei pescatori, che sembrano inseguirsi sull’erta dello scoglio per poi ammassarsi in un precipitoso arrestarsi sul filo del precipizio. Scendendo ancora, la costa si allarga e si tinge del verde rigoglioso e smagliante del pino di Aleppo che avvolge nel suo abbraccio Porto Selvaggio. Qui la macchia mediterranea si carica di tutta la tavolozza dei suoi sentori e colori e il mare sembra ingaggiare con essa una singolare tenzone cromatica aggiungendo intensità e sfumature allo zaffiro del suo manto.
A contrappuntare il verde delle serre, che come dorsi docili di mulo ritmicamente si alternano, sparse case bianche in un lucore accentuato dai tagli di luce netta che solo chi ha trascorso le sue vacanze nel Salento può intendere. Porto Selvaggio preannuncia Santa Caterina con il suo porticciolo, le sue acque trasparenti. Qui tutto appare misurato sulla piccola scala, il porto si sovrappone alla spiaggia e la scogliera corre sinuosa flettendosi fra cale e rade fino a Santa Maria proseguendo fino a giungere a Lido Conchiglie e alle porte di Gallipoli. Giungendo qui da nord si può scorgere in maniera distinta il grande semicerchio occhieggiante di luci dei paesi vicini, che come un abbraccio stringe la perla dello Ionio.
Scrive Cesare Brandi “Per chi non lo sapesse, Gallipoli, con la sua fonte a due facce, l'una greca, l'altra rinascimentale, è come una fortezza ridotta a giardino d'infanzia su un mare tenero, basso, trasparente. ... più grande, più amena, più luminosa, sembra quasi galleggiare sulle acque”. La roccia abbandona la costa in corrispondenza della Purità e poi verso Lido Piccolo per lasciare spazio ai riflessi di silice della sabbia arroventata sotto la canicola estiva. Qua e là sparsi sulla battigia eroici pini resistono alla salsedine e ai venti marini. Torre Pizzo riprende l’arabesco della costa calcarea che prosegue estrosa fino alle marine di Alliste, di Racale e di Torre Suda. Avamposti marini cui guardano le spalle paesi di case chiare immerse nel verde lucido degli ulivi, interessante diversivo per chi trascorra le vacanze nel Salento.
Il mare si tinge di riflessi verdi verso Ugento e le sue marine Torre San Giovanni, Torre Mozza, Lido Marini caratterizzate da lunghe e bianchissime distese da un mare pescoso e dalla trasparenze cristalline. La zona offre, inoltre, nella zona interna una ricca e vasta area archeologica piena di tesori inattesi. Aggrappata sulle cime di sasso delle serre, nel biancore che porta inscritto nel suo nome, Leuca termine di questo nostro itinerario che si staglia orgogliosa contro il mare verso cui si protende tutta come porto sicuro capace di sfidare marosi e venti avversi. È qui, scrive Bodini, che dopo morti tutti i salentini fanno ritorno con il cappello in testa. Secondo un detto popolare chi non visita Leuca da vivo ci va da morto, quasi che la potente luce del faro di punta Meliso faccia da guida alle anime verso un mondo altro oltre la vita. Il mare dinanzi questa riva confonde i sui confini smemorando il suo nome non più Ionio ma neanche ancora Adriatico. Qui quest’ultimo, più sapido, tracima prorompente fra le acque più calme e dolci del fratello di riva opposta, disegnando scacchiere di correnti che si insinuano fino a Morciano e Torre Vado. Di fronte a queste coste il canale d’Otranto da cui è transitata tanta storia carica di presagi per l’Europa contemporanea.
Itinerari Salento: le torri costiere
Il Salento appare al visitatore come un prezioso scrigno di storia e cultura eternata in una serie di costruzioni antiche e grotte rupestri, città e monumenti in cui si intreccia il racconto delle due anime che hanno vivificato questo territorio quella contadina e quella marinara, dipanando la narrazione di una terra abitata da affascinanti leggende, storie, colori e costruzioni come le torri costiere.
Vestigia di un passato in cui il vivere su queste coste era un perenne azzardo che rendeva precaria la vita dei villaggi rivieraschi, la torri fanno parte di un sistema di difesa che ha modellato il paesaggio litorale salentino a partire dal XVI secolo.
Questo sistema di difesa disegna un affascinante itinerario di scoperta che non mancherà di conquistare e ammaliare il visitatore. Alcune a pianta quadrata altre a pianta circolare appaiono disposte in un sapiente disegno che permetteva loro di comunicare a vista attraverso apposite modalità di segnalazione come fumo e specchi. Seguendo la loro distribuzione, che nel periodo di massimo utilizzo raggiungeva le ottanta unità, possiamo iniziare un percorso che parte da Torre Specchiolla a nord est della penisola per proseguire con le località Rinalda, Veneri, Chianca e San Cataldo. Quest’ultima pare fosse già presente sul territorio a partire dal 1485.
L’itinerario prosegue verso le marine di Melendugno dove troviamo Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca vecchia, Dell’Orso. La prima è a base quadrata, mentre Torre Roca vecchia è quasi totalmente crollata e lascia intravedere ai visitatori la volta interna.
Avanzando verso Otranto si incontrano Torre Sant’Andrea, Fiumicelli, Santo Stefano, Torre del Serpe, dell’Orte, Sant’Emiliano. Da sottolineare che Torre del Serpe costituiva un antico faro cittadino che fu restaurato da Federico II.
Continuando in direzione sud si possono osservare lungo il percorso le torri di Minervino, Monte Saraceno, Miggiano particolarmente interessante quest’ultima in quanto segue le forme delle torri tipiche dei castelli aragonesi, con la forma cosiddetta “a rondella , poi ancora abbiamo le torri di Castro, di Lupo, di Andrano purtroppo quasi del tutto crollata.
Giunti in prossimità di Leuca possiamo osservare Torre Sasso, Palane, Naspre, di Specchia Grande, di Ricco, di Novaglie, di Ominimorti. Torre di Naspre, a pianta circolare, ha una posizione davvero affascinante, direttamente su una rupe a picco sul mare.
Procedendo verso Ugento troviamo, ancora, la Torre di Marchiello, oggi un rudere, Torre San Gregorio, Torre Vado, Torre Pali, Torre Mozza, Torre San Giovanni. Quest’ultima, soggetta nel 1569 a un feroce attacco dei Turchi, che tentarono di demolirla inutilmente, mostra ancora oggi i segni di quell'assalto.
Proseguendo sempre in direzione nord troviamo Torre Suda, oggi restaurata completamente e sede di mostre stagionali e sfruttabile come locazione per matrimoni civili, del Pizzo, San Giovanni della Pedata, Sabea, dell’Alto Lido, del fiume, Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, dell’Alto, dell’Uluzzo, dell’Inserraglio.
Il percorso si conclude risalendo verso una zona ricchissima di costruzioni torriere, proprio per via dell’alto tasso di incursioni a cui era soggetta. Terminiamo, quindi, il nostro itinerario visitando le torri di Sant’Isidoro, Squillace, Porto Cesareo, Chianca, Lapillo, Castiglione, Colimena, Saline, Barraco, dei Molini, e San Pietro in Bevagna.




