Dove andare in Salento

Con l’approssimarsi della stagione delle vacanze sono in molti a porsi la fatidica domanda: dove andare in Salento, posto che questa striscia di terra, magicamente protesa tra due mari con l’incanto delle sue coste, viene considerata da molti una delle mete estive più desiderate. Le motivazione di tale considerazione sono molteplici e tutte particolarmente convincenti: il mare chiaro e cristallino come pochi, le coste di grande fascino e bellezza che alternano alla roccia alta e monumentale quella più bassa e piana come una sorta di piattaforma sull’acqua, o le splendide spiagge di sabbia finissima con minuscole e suggestive calette o ampie distese dal sapore tropicale. Ma anche la gastronomia, la cultura e i tesori d’arte unici e senza pari sono un invito irresistibile a visitare questa terra. Tutti elementi che hanno contribuito a fare del Salento una delle mete turistiche con il maggior trend di crescita degli ultimi anni. Se si pensa a una piccola guida, che indichi dove andare in Salento, occorre partire da quello che è da considerarsi un vero e proprio epicentro da cui si diparte tutta la penisola: Lecce. Per chi giunga in Salento la città barocca rappresenta una tappa obbligata che non mancherà di colpire con il fascino trionfante delle sue chiese e facciate, vera festa della sguardo nella loro ricercata ricchezza plastica. Camminare per le viuzze del centro storico del capoluogo salentino si rivela un’esperienza che non delude e riserva ulteriori piacevoli sorprese nelle botteghe artigiane con la tradizione secolare della cartapesta e nelle tante possibilità di assaporare i sapori genuini della gastronomia locale. Se si cerca l’esperienza della cultura e del folklore, tappa imprescindibile è da considerarsi la Grecìa Salentina, un’isola ellenofona, che conta nove comuni, in cui il cuore antico del salento batte ogni anno al ritmo della taranta, trasformando il patrimonio musicale popolare e di tradizione di questa terra in fenomeno globale. Ma se ci si chiede dove andare in Salento per trascorrere una vacanza a contatto con il mare e il sole di questo angolo di Puglia, non c’è che l’imbarazzo della scelta a partire da tre punti fermi: per la costa adriatica Otranto con la sua storia e l‘intrico che sa già d’oriente delle sue viuzze, per la costa ionica Gallipoli la perla stretta attorno ai suoi bastioni che hanno perso il loro cipiglio militaresco per offrirsi come incantevole passeggiata, alla confluenza dei due mari Santa Maria di Leuca la bianca apparizione all’estremo limite della regione. Particolarmente interessante, per chi vuole sapere dove andare in Salento per scoprirne l’anima più vera e vitale, fare base in uno dei tanti piccoli centri che costellano lo splendido litorale lungo 800 chilometri, scegliendo una posizione strategica che consenta al meglio gli spostamenti. È il caso di una marina come Torre Mozza piccolo borgo facente parte delle marine di Ugento proteso direttamente su una vasta spiaggia libera di fine sabbia dalle candide tonalità, che come un lungo nastro nitido si inoltra lungo la costa con le sue dune modellate dall’estro del libeccio e del maestrale. L’incanto di questa porzione di costa è incorniciato da acque cristalline che con la loro trasparenza offrono lo spettacolo sempre nuovo e multiforme di fondali incontaminati. Alle sue spalle la marine offre le suggestioni della campagna salentina tra macchia mediterranea, scintillanti distese di ulivi e masserie dai profili severi. Un riassunto in pochi chilometri del Salento più vero che ha fatto innamorare turisti di tutto il mondo. La località per la sua posizione permette di raggiungere facilmente tutte le principali mete turistiche citate offrendo il vantaggio del piccolo centro che permette di vivere in pieno relax il momento della vacanza senza rinunciare a tutte le possibilità offerte dagli eventi e svaghi estivi.


Viaggi in Puglia

Di tutti i viaggi in Puglia di visitatori illustri il più antico è sicuramente quello di Orazio. Vicino alla Puglia per nascita, era venosino, il grande poeta latino fece ritorno in una terra che conosceva bene compiendo un viaggio in questa regione insieme a Virgilio e Mecenate giungendo fino a Brindisi estrema propaggine italica verso la Grecia. Altri viaggiatori si sono susseguiti nel tempo senza lasciare notizie certe o solo descrizioni approssimative. Ben altre fonti documentali fornisce il viaggio compiuto dall’umanista medico e cosmografo Antonio De Ferraris detto il Galateo. Sodale dei più grandi umanisti come il Pontano, il Valla, il Summonte, il Galateo nacque nella città di Galatone da una schiatta di preti greci, cosa di cui menò vanto per tutta la vita sia nei suoi scritti che a voce nelle sue conversazioni. L’itinerario descritto dall’umanista nel suo celebre De situ Japigiae si concentra in particolare sul Salento di cui cerca di dare una descrizione che non trascuri nulla di interessante come è stato detto: memorie storiche, citazioni rare di autori poco noti e che hanno riferimento alla penisola salentina, notizie dello stato delle città, dei paesi, delle campagne, rarità linguistiche come quando riesuma l’etimo messapico del nome Brindisi, e ancora nozioni fonetiche come a proposito della pronunzia di Rudiae divenuta Rusce nel dialetto leccese. Anima generosa, il Galateo, molto legato alla sua terra d’origine come alle sue radici greche si costerna per la sorte del grande monastero di Casole, presso Otranto, dove c’era una grande biblioteca andata dispersa. Così quando è la volta del Monastero di Santa Maria di Cerrate, fondato dal re normanno Tancredi anch’egli nativo del Salento, non può trattenersi dal notare con profondo rammarico che il Monastero è pressoché deserto. Fra tutte le destinazioni dei suoi viaggi in Puglia il suo ricordo si intenerisce per il suo paese natale Galatone come per Nardò e Gallipoli. Di Galatone si sofferma a descrivere il suo cielo salubre e soave, racconta tutto quello che vi nasce di erbe odorose e fiori. Parla in particolare del croco descrivendolo come superiore a quello di Sulmona. La coltivazione di questo particolare fiore era così radicata da entrare a tra i vanti della città di Galatone che si gloriava di avere sette cose del colore del croco: il croco stesso, il miele, il cacio, il vino, l’olio, i fichi secchi e le uve passe. Di Nardò decanta la grande tradizione di studi, di Gallipoli fa una descrizione in cui il realismo dei tratti sfuma continuamente nella trasfigurazione fantastica dettata dall’affetto. I viaggi in Puglia di personaggi illustri proseguirono nei secoli successivi al Galateo ma a lasciare un’altra traccia significativa nel corso del 700 fu lo Swinburne che dal 1777 al 1780 fece diversi viaggi nel regno delle Due Sicilie dopo essere stato in Spagna. Imbevuto di storia e classici percorse mezza Puglia da Foggia a Bari, a Taranto, si diresse a Reggio Calabria, e per mare tornò a Gallipoli, visitò Lecce e un po' di Salento, prima di risalire a nord, verso Benevento e Napoli.


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