Weekend nel Salento

Weekend nel Salento: itinerario di 2 giorni tra mare, cultura e sapori autentici

Hai solo un weekend a disposizione ma non vuoi rinunciare alla bellezza del Salento? Nessun problema: con una buona organizzazione, due giorni bastano per respirare l’essenza di questa terra straordinaria. Dalle acque cristalline della costa adriatica al tramonto sullo Ionio, passando per borghi ricchi di storia e piatti che parlano il linguaggio dell’autenticità, ecco l’itinerario perfetto di 2 giorni per vivere il Salento intensamente, anche con poco tempo.

Giorno 1 – Dall’Adriatico al Barocco

 Mattina: Otranto e la magia della costa orientale

Il tuo viaggio comincia da Otranto, una delle località più affascinanti della costa adriatica. È consigliabile arrivare la sera prima, così da iniziare la giornata con calma. Dopo una colazione vista mare, tuffati subito nel centro storico: strette viuzze in pietra, balconi fioriti e il profumo del mare ti accolgono in uno scenario senza tempo.

Non perdere la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, famosa per il gigantesco mosaico pavimentale medievale che raffigura l’Albero della Vita. A pochi minuti dal centro, la Baia dei Turchi ti aspetta per un primo contatto con il mare: acqua limpida, sabbia chiara e pineta alle spalle.

Pranzo tipico a Otranto

Per il pranzo, opta per una trattoria locale e prova le orecchiette alle cime di rapa, il pesce spada alla griglia, o un antipasto misto di mare. Un calice di Verdeca o di Negroamaro rosato è l’accompagnamento ideale.

Pomeriggio: Galatina o Maglie, il Salento autentico

Dopo pranzo, dirigiti nell’entroterra verso Galatina, uno dei borghi meno turistici ma più autentici. Qui trovi la splendida Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, con affreschi che ricordano Giotto. Oppure visita Maglie, perfetta per una pausa tra botteghe artigianali, pasticcerie storiche e piazze tranquille.

Sera: Lecce, il barocco che incanta

Concludi la giornata a Lecce, la “Firenze del Sud”. Passeggia tra Piazza Sant’Oronzo, il Duomo, e Basilica di Santa Croce: ogni angolo è un capolavoro barocco. Cena in uno dei ristoranti del centro: la puccia leccese, il polpo alla pignata o il pasticciotto caldo come dolce finale.

Consiglio: Dopo cena, concediti un bicchiere di vino nei locali con musica dal vivo tra le viuzze del centro.

Giorno 2 – Costa ionica, relax e sapori autentici

Mattina: Gallipoli e le spiagge da sogno

Dedica il secondo giorno alla costa ionica. Partenza da Lecce e direzione Gallipoli. Il centro storico, su un’isola collegata da un ponte, conserva il fascino dei borghi marinari. Visita la Cattedrale di Sant’Agata e il Castello Angioino-Aragonese. Poi rilassati su una spiaggia: Punta della Suina, Baia Verde, o la più riservata Lido Pizzo.

Alternativa: Se vuoi evitare le mete più frequentate, punta su Torre Suda o Torre San Giovanni, perfette per una mattinata di relax lontano dalla folla.

Pranzo: picnic in spiaggia o agriturismo

Per pranzo, hai due opzioni: un picnic vista mare con friselle, pomodori, formaggio e capocollo, oppure un pranzo in masseria/agriturismo dove assaggiare prodotti a km 0, pane cotto a legna e verdure di stagione.

Pomeriggio: degustazione e souvenir

Nel pomeriggio, visita una cantina vinicola nei dintorni di Copertino, Alezio o Leverano: molte offrono degustazioni guidate e ti permettono di conoscere meglio vini come il Primitivo, il Negroamaro e il Susumaniello.

Sulla via del ritorno, fermati in una bottega artigianale per acquistare souvenir autentici: ceramiche dipinte a mano, tessuti di lino e cotone, conserve sott’olio, taralli o bottiglie d’olio extravergine,

Consigli pratici per un weekend perfetto

Quando andare

Il periodo migliore per un weekend nel Salento è da maggio a metà ottobre. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e caldi, mentre giugno e settembre offrono un ottimo equilibrio tra clima e tranquillità.

Come muoversi

Per spostarti agilmente tra le tappe, è indispensabile un’auto. I trasporti pubblici coprono male i collegamenti tra piccoli centri, soprattutto nel weekend.

Dove dormire: comfort e posizione strategica sullo Ionio

Per sfruttare al meglio il tuo weekend nel Salento, la scelta dell’alloggio è fondamentale. Se cerchi libertà, comfort e una posizione strategica sullo Ionio, il Residence Baia d’Oro è una soluzione ideale.

Situato a Torre Mozza, nella Marina di Ugento, Baia d’Oro si trova a pochi metri da una delle spiagge più belle e tranquille del Salento. Offre appartamenti indipendenti, spaziosi e completamente attrezzati, perfetti per famiglie, coppie o gruppi di amici che desiderano vivere il Salento con i propri ritmi.

Qui hai il vantaggio di sentirti a casa, ma con tutti i servizi di una vacanza ben organizzata: spiaggia libera o attrezzata, area giochi per bambini, ristorazione nelle vicinanze e la possibilità di esplorare facilmente sia la costa ionica che l’entroterra.

Bonus: Se vuoi aggiungere un giorno al tuo weekend, Baia d’Oro ti permette di vivere anche un’intera giornata di relax tra spiaggia, escursioni e buon cibo, senza dover macinare chilometri.

Cosa portare

Costume, occhiali da sole, cappello, crema solare, scarpe comode per camminare, zainetto leggero, e una giacca per la sera se viaggi fuori stagione.

Conclusione

Anche in soli due giorni, il Salento sa regalarti un concentrato di meraviglie: spiagge incantevoli, borghi sospesi nel tempo, piatti che raccontano la storia di un popolo fiero e ospitale. Questo itinerario ti guida passo dopo passo per sfruttare al massimo il tuo tempo, senza stress, lasciandoti comunque la libertà di rallentare e goderti ogni momento.

Un assaggio che — ne siamo certi — ti farà venire voglia di tornare per scoprire tutto il resto che questa terra ha da offrire.


Salento vacanze

Salento vacanze a cinque vele

Anche  quest’anno si potranno vivere in Salento vacanze a cinque vele ad affermarlo è l’autorevole Guida Blu di Legambiente che annualmente segnala la capacità delle maggiori località turistiche di coniugare in maniere innovativa offerta di servizi turistici e strutture ricettive di qualità con la tutela e la salvaguardia dell’ambiente.

Quest’anno le 5 vele sventolano in 19 località marine e 7 lacustri: la Sardegna è prima in classifica tra le regioni, con ben 5 località, e la Puglia, seconda, con 4 località.

“Il mare più bello”, Guida Blu 2016, racconta oltre 300 centri costieri, ma non pretende di essere un censimento delle aree balneari italiane, piuttosto ne rappresenta una selezione, in base a criteri principalmente ispirati alla qualità dell’ambiente in generale e alla buona gestione del territorio. La selezione delle località, curata come ogni anno dall’Istituto di ricerca Ambiente Italia, contempla le valutazioni espresse sulla base delle analisi delle acque effettuate da Goletta Verde, i dati raccolti dai circoli locali di Legambiente e quelli elaborati da diverse banche dati sulla gestione dei servizi territoriali e turistici.

I dati pugliesi de la guida “Il mare più bello” sono stati presentati in conferenza stampa, a Bari, da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Loredana Capone, Assessore al Turismo della Regione Puglia, Alfonso Capraro, sindaco di Castro, Marco Potì, sindaco di Melendugno nel cui comprensorio ricade Torre dell’Orso, Luciano Cariddi, sindaco di Otranto, e Domenico Vitto, sindaco di Polignano a Mare, quali rappresentanti dei Comuni premiati con le 5 vele.

«Quest'anno la nostra regione va a “gonfie vele”, seconda solo alla Sardegna – ha commentato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Rispetto all’anno scorso, infatti, passano da tre a quattro i Comuni con le 5 vele ed è motivo di soddisfazione anche la new entry Castro che, per la prima volta in assoluto, viene premiata con il massimo riconoscimento. Aumenta anche il numero delle località costiere pugliesi presenti nella guida con l’ingresso di Torre Suda – Marina di Racale. Nel turismo la bellezza da sola serve a poco se non è affiancata da una buona capacità di accoglienza e da un’offerta di vacanza originale che sappia fare tesoro delle risorse migliori di un territorio. In questi ultimi anni nella nostra regione sta crescendo il fenomeno del turismo-natura, come dimostrano anche gli oscar dell’ecoturismo ricevuti dal Parco nazionale dell’Alta Murgia e da quello regionale delle Dune Costiere alla Bit di Milano. Per questo auspichiamo che la Regione Puglia si renda partecipe nel facilitare il corso del turismo ambientale svolgendo una funzione di indirizzo e di stimolo verso quelle proposte in grado di miscelare autenticità dei luoghi, ambiente protetto, costa integra, produzioni enogastronomiche di qualità e tradizioni locali».

Il dato pugliese è raggiunto, come si può ben vedere, grazie alla straordinaria performance dell’estremo sud della regione che premia chi sceglie di trascorrere in Salento vacanze che non deludono.

Anche le località premiate con le 4 vele rappresentano luoghi di grande eccellenza che sanno coniugare un territorio di qualità con servizi di buon livello. Quest’anno sono 8 le località a 4 vele in Puglia: Andrano (Le), Chieuti (Fg), Fasano (Br), Lesina (Fg), Maruggio (Ta), Monopoli (Ba), Nardò (Le) e Ostuni (Br). In 16 località sventolano 3 vele, e in 9 sventolano 2 vele. Chiudono la classifica Castellaneta (Ta) e Rodi Garganico (Fg) con una sola vela.

Nella classifica nazionale delle località a 5 vele, i Comuni di Otranto, Polignano a Mare, Melendugno e Castro si sono piazzati rispettivamente al 10°, 11°, 13° e 17°

Vivere In Salento vacanze a cinque vele significa, dunque, optare per un turismo di qualità cha sappia guardare in maniera innovativa ad un’accoglienza capace di garantire servizi di qualità preservando quello che è il migliore incentivo ad un soggiorno davvero indimenticabile: il paesaggio e l’ambiente.

 


Vacanze nel Salento con bambini

Il tacco d’Italia con le sue acque limpide e trasparenti che si mantengono basse sul fondale davanti la riva per parecchi metri, le spiagge di sabbia finissima e bianca ideale per costruire divertenti castelli di sabbia è, senza dubbio, uno delle mete preferite dalle famiglie. Le vacanze nel Salento con bambini, infatti, sono un’esperienza che molte famiglie conoscono e ripetono ormai da anni e che viene, oggi, certificata anche dal significativo riconoscimento delle bandiere verdi.

Le Spiagge Bandiere Verdi oltre a soddisfare precisi criteri di pulizia, balneabilità e messa in sicurezza della zona, ospitano strutture e hanno delle qualità morfologiche che le rendono adatte alla balneazione dei bambini.

Promotore e organizzatore dell’iniziativa è il Professor Italo Farmetani della Libera Università di Malta. Avvalendosi della collaborazione di centinaia di pediatri accreditati, nel tempo ha individuato ben 134 spiagge dislocate in tutta la penisola italiana meritevoli della Bandiera Verde e ogni anno procede a valutare altre località.

Afferma il promotore :"E' stato somministrato a centinaia di pediatri un questionario in cui si chiedeva se ci fossero località già insignite della Bandiera verde che non ne avessero più diritto, oppure new entry da proporre. Ebbene, nessuna località già insignita è stata esclusa".

"Fra le località proposte, è stata selezionata almeno una spiaggia per ognuna delle regioni rappresentate, dimostrando così la dimensione nazionale del campione", sottolinea Farnetani. L'indagine, precisa, si è svolta "senza che a nessun pediatra sia stato corrisposto un compenso economico per la partecipazione all'iniziativa".

"Per la qualità delle acque e la possibilità di balneazione - continua Farnetani - ci siamo riferiti alle strutture istituzionali e pubbliche italiane: le ordinanze dei sindaci e le rilevazioni delle Arpa regionali, che sono le strutture preposte a tali controlli. Inoltre, nel tempo abbiamo incluso varie tipologie marine: nel 2008 e 2009 sono state valutate le località di mare definite 'mondane', dove fossero presenti attrezzature turistiche rivolte sia ai genitori che ai bambini. Nel 2010 invece abbiamo cercato quelle 'incontaminate', in cui la natura prevalesse sulle strutture turistiche. Fino a questo punto erano state individuate 51 località turistiche". Nel 2011 sono state scelte dai pediatri 25 spiagge con maggiori attrezzature turistiche e l'anno dopo è stato chiesto di scegliere "fra quelle che avessero ottenuto la Bandiera blu le mete più 'a misura di bimbo'".

Un riconoscimento autorevole che offre una vera e propria mappa pediatrica con precise e preziose informazioni che consentono alle famiglie di scegliere le località realmente a misura di bambino che offrano il massimo dell’accoglienza a tutto il nucleo famigliare. Le vacanze nel Salento con bambini rientrano a pieno titolo in questa mappa ideale, poiché la penisola tra i due mari si fregia di un nutrito e rappresentativo gruppo di spiagge che possono vantare il prestigioso riconoscimento. Nello specifico, si tratta delle spiagge di Otranto, Gallipoli, Porto Cesareo, Marina di Pescoluse. Promosse a pieni voti anche la spiaggia di Baia dei Turchi, la spiaggia di Torre Chianca e la spiaggia di Torre dell’Orso.

Insomma, ampia e con l’imbarazzo della scelta è la possibilità di trascorrere vacanze nel Salento con bambini, poiché la penisola distesa fra due mari è una terra autenticamente accogliente e piena di incanti e sorprese per tutta la famiglia.


Vacanze di Natale nel Salento

Anche nel periodo natalizio il Salento si presenta come una terra piena di eventi e occasioni di scoperta che non mancherà di sorprendere e conquistare il visitatore. Dai presepi viventi alle sagre ai mercatini e alle fiere la penisola salentina è percorsa da tante iniziative e appuntamenti tradizionali occasione imperdibile per immergersi nelle atmosfere natalizie godendo delle bellezze e delle tradizione uniche di questa terra. Una delle ricorrenze più caratteristiche del natale salentino è sicuramente l’allestimento dei presepi viventi frutto della creatività e dell’impegno delle singole comunità. Ogni presepe vivente è unico e fornisce una suggestione irripetibile fra campagne palazzi e centri storici con originali rivisitazioni della sacra rappresentazione in chiave di civiltà contadina.

Una menzione  articolare merita il presepe vivente di Tricase realizzato sullo scenario di singolare bellezza della collina di Monte Orco. Ben 35.000 lampadine luccicanti fanno da preludio alla rappresentazione vivente del racconto della nascita di Gesù. I  personaggi ritratti nelle narrazioni evangeliche sono interpretati e messi in scena dalla gente del posto nelle rappresentazioni dei più antichi mestieri salentini. Ma il presepe vivente di Tricase non è solo rievocazione folklorista del territorio, bensì riproduzione scrupolosa di ambientazioni storiche romane, con la reggia di Erode, la casa dei romani, ma anche la sinagoga con i soldati in costume. Infine, si può ulteriormente comprendere la bellezza di Monte Orco, la sua grandiosità con la vista di un panorama mozzafiato che essa regala ai visitatori, poco prima di entrare nell'umile Grotta della Natività. È lì, davanti all'ingresso, la fiammella della Luce della Pace, giunta come ogni anno da Betlemme.

Una visita merita anche il presepe monumentale allestito, come ormai di consuetudine, nel magnifico scenario dell’anfiteatro romano di Lecce in piazza  Sant’Oronzo. Anche qui la rappresentazione della nascita di Gesù viene declinata in chiave salentina con piccole casupole realizzate con la tecnica del muretto a secco, muretti, piante, ulivi. I personaggi del presepe sono a grandezza naturale, anche se si possono ammirare solo dall’alto, e sono realizzati in cartapesta.

Imperdibili, poi, nel Natale salentino i caratteristici mercatini e le innumerevoli sagre e le fiere tradizionali. Tra quest’ultime d’obbligo la Fiera di Santa Lucia o dei pupi a Lecce negli spazi dell’ex convento dei Teatini. Nei numerosi stand gli espositori propongono elementi del Presepe che variano dalle casette ai personaggi, alla rappresentazione dei mestieri tradizionali e di quelli più recenti. Di grande interesse l’esposizione di  bellissimi Presepi curati nei minimi dettagli attraverso le tecniche più disparate, senza dimenticare le lavorazioni più tipiche del territorio dalla creta lavorata a mano, alle vere e proprie opere d’arte di cartapesta.

Per le sagre, da segnalare quella della Pittula a Specchia un’occasione ghiotta per degustare la saporita pasta lievitata e fritta in tutte le sue varianti e visitare uno dei borghi più belli e incantevoli della provincia.

Altro evento imperdibile è la tradizionale  Festa del Fuoco, anche nota come “Festa te lu focu”  che si tiene a Zollino fin dalla fine degli Anni Settanta. Voluta per recuperare la tradizione delle focare di Sant’Antonio, oggi si svolge nei giorni finali di dicembre e nel tempo si è impreziosita di riti, giochi, tradizioni, concerti, tutti rigorosamente attorno a un grande falò. La festa vuole recuperare le radici passate facendo risaltare la loro importanza anche nell’affrontare il futuro, verso una riscoperta delle cose concrete che uniscono persone e popoli.

Tra i mercatini di Natale, molto interessanti sono in particolare quelli realizzati ad Otranto e a Gallipoli. Ad Otranto, ammirerete un altro mercatino dell’artigianato locale mostrato all’interno del centro storico, tra tutti i monumenti più importanti come la Cattedrale, la Chiesa di San Pietro, il grande Castello Aragonese e la Porta Alfonsina. A Gallipoli, nel lungo viale di Corso Roma, potrete passeggiare tra tanti stand appositamente realizzati per il periodo natalizio dove fare acquisti tradizionali e non, arrivando infine nella Città Vecchia una volta passato il ponte nei pressi del Castello: qui termineranno gli stand, ma potrete ammirare tanti presepi artistici e un suggestivo presepe vivente.

Naturalmente, quelli segnalati sono solo alcuni degli eventi e degli appuntamenti tradizionali che allieteranno le vostre vacanze natalizie nel Salento, a voi scoprire tutta la ricca offerta della provincia per trascorrere delle feste dal sapore unico.


Itinerari Salento: la costa adriatica

Nell’itinerario precedente avevamo percorso la sinuosa costa salentina dai confini nord occidentali fino al sud estremo di Leuca. Come accompagnati dalla rassicurante mole del gigante monocolo ripartiamo proprio da Leuca per intraprendere un altrettanto stimolante e fascinoso viaggio verso le località della costa adriatica. Mentre sul versante ionico la costa si abbassa docile a carezzare il mare fronteggiandolo umile, sul versanto adriatico la costa, superata la punta Meliso, sembra insuperbirsi innalzandosi altera sulle acque quasi a volerne traguardare oltre per scorgerne i confini di sponda opposta. Proprio questo braccio di mare ha rappresentato per il Salento un ambivalente confine di incontro e arricchimento culturale e drammatico manifestarsi del dramma dello scontro tra civiltà.

Questo itinerario ci permetterà di percorrere la litoranea che conduce a nord verso Otranto, una lingua di asfalto sospesa tra cattedrali di roccia svettanti con fiero slancio verso il cielo e una mare che sembra corteggiare ad ogni dipresso la vista del passante riservando maliose aperture d’orizzonte. Una sottile linea costiera che sembra disegnata con la precisa volontà di offrire a chi la percorra un campionario  magnificente della bellezze paesaggistiche del Salento, una esemplare epitome del prodigioso equilibrio di questa terra tra natura e intervento antropico.

Come grani di un prezioso rosario si alternano in prodigiosa successione lungo questo esile nastro costiero: Novalgie una piccola e pittoresca insenatura, Marina Serra, Tricase Porto che occhieggia a Tricase città e alle campagne ricche di boschi , Castro Marina che si spinge come un promontorio a scrutare l’orizzonte dove nella chiare mattine di sereno, come capriccio di fata Morgana, appare il profilo alpino dei monti dell’opposta Albania. Risalendo verso nord incontreremo, ancora, Santa Cesarea con i suoi zolfi curativi e il profilo moresco della villa che fece da set all’estro visionario di Carmelo Bene.

Porto Badisco avvolta dagli echi mitici che la vollero primo approdo italico di Enea in fuga da Troia in fiamme. L’itinerario lungo la costa adriatica diventa qui un ulteriore ricco viaggio pieno di sorprese e scoperte tra mito, leggenda, arte preistorica, antropologia, archeologia, scienze geofisiche, storia delle religioni, speleologia. Proseguendo lungo la direttrice nord ci imbatteremo in Otranto con il profilo possente delle sue mura e fortificazioni, che raccontano uno degli episodi più tragici ed esemplari della storia salentina. Estremo limite orientale d’Italia, Otranto porta con sé come uno stigma questo suo essere terra di frontiera.

Proseguendo verso Lecce comincia la lunga teorie di marine rapprese attorno alle torri costiere: Torre S. Stefano, Torre dell’Orso, San Foca,Torre Specchia, Torre Rinalda. Una lunga striscia di sabbia corre lungo queste località fino alle due marine dei leccesi San Cataldo, in epoca romana importante porto intitolato ad Adriano, e Casalabate dove termina il percorso costiero del Salento leccese. Oltre la provincia di Brindisi con altri colori, sfumature e profili. Al turista, che giunge in vacanze nel Salento, l’opportunità di intraprendere questo mirabile percorso paesaggistico inciso tra la costa e il mare in un perenne gioco di specchi e rimandi tra terra e spazi acquorei.

 


torre mozza ugento

Itinerari Salento: le torri costiere

Il Salento appare al visitatore come un prezioso scrigno di storia e cultura eternata in una serie di costruzioni antiche e grotte rupestri, città e monumenti in cui si intreccia il racconto delle due anime che hanno vivificato questo territorio quella contadina e quella marinara, dipanando la narrazione di una terra abitata da affascinanti leggende, storie, colori e costruzioni come le torri costiere.

Vestigia di un passato in cui il vivere su queste coste era un perenne azzardo che rendeva precaria la vita  dei villaggi rivieraschi, la torri fanno parte di un sistema di difesa che ha modellato il paesaggio litorale salentino a partire dal XVI secolo.

Questo sistema di difesa disegna un affascinante itinerario di scoperta che non mancherà di conquistare e ammaliare il visitatore. Alcune a pianta quadrata altre a pianta circolare appaiono disposte in un sapiente  disegno che permetteva loro di comunicare a vista attraverso apposite modalità di segnalazione come fumo e specchi. Seguendo la loro distribuzione, che nel periodo di massimo utilizzo raggiungeva le ottanta unità, possiamo iniziare un percorso che parte da Torre Specchiolla a nord est della penisola per proseguire con le località Rinalda, Veneri, Chianca e San Cataldo. Quest’ultima pare fosse già presente sul territorio a partire dal 1485.

L’itinerario prosegue verso le marine di Melendugno dove troviamo Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca vecchia, Dell’Orso. La prima è a base quadrata, mentre Torre Roca vecchia è quasi totalmente crollata e lascia intravedere ai visitatori la volta interna.

Avanzando verso Otranto si incontrano Torre Sant’Andrea, Fiumicelli, Santo Stefano, Torre del Serpe,  dell’Orte, Sant’Emiliano. Da sottolineare che Torre del Serpe costituiva un antico faro cittadino che fu restaurato da Federico II.

Continuando in direzione sud si possono osservare lungo il percorso le torri di Minervino, Monte Saraceno, Miggiano particolarmente interessante quest’ultima in quanto segue le forme delle torri tipiche dei castelli aragonesi, con la forma cosiddetta “a rondella , poi ancora abbiamo le torri di Castro, di Lupo, di Andrano purtroppo quasi del tutto crollata.

Giunti in prossimità di Leuca possiamo osservare Torre Sasso, Palane, Naspre, di Specchia Grande, di Ricco, di Novaglie, di Ominimorti. Torre di Naspre, a pianta circolare, ha una posizione davvero affascinante, direttamente su una rupe a picco sul mare.

Procedendo verso Ugento troviamo, ancora, la Torre di Marchiello,  oggi un rudere, Torre San Gregorio, Torre Vado, Torre Pali, Torre Mozza, Torre San Giovanni. Quest’ultima, soggetta nel 1569 a un feroce attacco dei Turchi, che tentarono di demolirla inutilmente, mostra ancora oggi i segni di quell'assalto.

Proseguendo sempre in direzione nord troviamo Torre Suda, oggi restaurata completamente e sede di mostre stagionali e sfruttabile come locazione per matrimoni civili, del Pizzo, San Giovanni della Pedata, Sabea, dell’Alto Lido, del fiume, Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, dell’Alto, dell’Uluzzo, dell’Inserraglio.

Il percorso si conclude  risalendo verso una zona ricchissima di costruzioni torriere, proprio per via dell’alto tasso di incursioni a cui era soggetta. Terminiamo, quindi, il nostro itinerario visitando le torri di Sant’Isidoro, Squillace, Porto Cesareo, Chianca, Lapillo, Castiglione, Colimena, Saline, Barraco, dei Molini, e San Pietro in Bevagna.

 

 


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