Vacanze a Torre Mozza
Le vacanze natalizie sono appena trascorse e già gli italiani, ormai risucchiati dalle incombenze della vita quotidiana, cominciano a vagheggiare e a immaginare la destinazione per le prossime vacanze, anche perché, programmare in tempo le ferie permette un considerevole risparmio in termini economici e la possibilità di scegliere al meglio. Una soluzione che merita considerazione è quella di trascorrere le prossime vacanze a Torre Mozza, una località tutta da scoprire e che non mancherà di soddisfare appieno il visitatore.
Situata a pochi chilometri da Gallipoli accoglie il vacanziere con una striscia nivea di sabbia stretta tra il turchese iridescente dell’acqua e lo smeraldo intenso della macchia, Torre Mozza appare un luogo dove una natura in stato di grazia sfodera le sue cromie più maliose regalando ai fortunati bagnanti un anticipo di paradiso. La distesa marina bassa sul fondale per parecchi metri davanti la spiaggia sembra offrirsi al visitatore con il suo volto più docile e affabile invitando al tuffo anche i bambini, rivelandosi una località particolarmente adatta per le famiglie.
Trascorrendo le vacanze a Torre Mozza, lo sguardo può saziarsi della vista di un orizzonte che curva nella luce inusitata, che solo il Salento conosce, abbracciando da un lato, Gallipoli distesa nel mare come una sirena e l’occhio vigile del faro dell’Isola di Sant’Andrea, dall’altro, il litorale ionico che prosegue alternando il lucore silicio delle sue dolci dune a bassi scogli carezzati dalla risacca. La località è posizionata in prossimità del Parco naturale regionale Isola di sant’Andrea litorale di Punta Pizzo, un'area protetta di grande pregio, uno dei polmoni verdi del Salento. Ed è così che in un prodigioso accordo si mescolano agli odori salmastri del mare i profumi e le essenze della macchia come il corbezzolo, il mirto, il lentisco, l’orchidea e la calendula.
Tutto in questo angolo di Salento sembra celebrare la bellezza del paesaggio e della natura invitando alla contemplazione e al riposo. Senza dimenticare il divertimento e le comodità proprie di ogni luogo con spiccata vocazione turistica. Numerosi gli stabilimenti balneari nella zona dotati di tutti i confort e i servizi per assicurare un soggiorno presso questo mare in pieno relax e agio. Lettini, sdraio, ombrelloni, bar, consentono di fruire nelle migliori condizioni di tutti i piaceri del mare durante la giornata. Non manca naturalmente, le spiaggia libera per chi vuole godere dei piaceri della vacanza in maniera più essenziale avendo, comunque, a portata di mano le comodità dei vicini lidi.
Scegliendo le vacanze a Torre Mozza si può godere, inoltre, delle magie riservate dalla sua collocazione sulla costa occidentale del Salento, da qui è possibile assistere alla danza del sole al tramonto, quando l’astro gioca sulla linea dell’orizzonte immergendosi nelle acque del mare esalando gli ultimi palpiti di bagliore in un tripudio cromatico, regalando a ogni giorno il suo incanto e accordo finale.
Residence Torre Mozza
Trascorrere le proprie vacanze facendo un vera e propria immersione nelle bellezze naturali paesaggistiche e storico-artistiche del Salento con i comfort di un hotel e la libertà e la convenienza di un appartamento, son alcuni dei vantaggi che un soggiorno a Baiadoro residence Torre Mozza può offrire. Il residence Torre Mozza è l’occasione per godere al meglio di una vacanza in location di grande fascino. Meravigliosamente collocato sulla costa ionico salentina, in una posizione privilegiata, consente di vivere nel miglior modo il proprio relax a contatto con il mare e la natura incantata del luogo.
La scelta del residence è particolarmente indicata per la vacanza in famiglia e per gruppi di persone le cui esigenze possono essere soddisfatte dalla proposta di più tipologie di soggiorno abitativo, dal monolocale ad appartamenti spaziosi e accoglienti. Vantaggio decisivo del residence è sicuramente la libertà di organizzare la propria giornata senza vincoli di orario legati a pranzo e cena, che permette di affrontare la vacanza con i propri ritmi e interessi, gustandosi con agio casalingo tutte le bellezze che il Salento può offrire.
Altro vantaggio non trascurabile del residence, soprattutto se si intende programmare una permanenza prolungata, la possibilità di disporre, anche nel caso della soluzione base, di spazi più ampi e confortevoli di una camera d’albergo. Il felice connubio residence Salento permette un’esperienza di vacanza più calorosa e coinvolgente mettendo a disposizione degli ospiti una cucina autogestita, che consente loro di fare esperienza diretta dei prodotti locali e delle realtà produttive del territorio, con la possibilità di vivere la quotidianità del luogo nel modo più autentico e immersivo.
Tutti i vantaggi fin qui descritti trovano nel caso specifico del residence Torre Mozza Baiadoro una sua espressione interessante che conferisce ulteriore attrattiva a questa modalità di soggiorno vacanziero. Il residence Baiadoro a Torre Mozza è, infatti, capace di sfruttare tutti i vantaggi elencati, aggiungendo il privilegio ulteriore di una ubicazione che unisce la bellezza unica del mare e delle spiagge che hanno reso noto il Salento a livello internazionale, alla tranquillità e la pace del piccolo centro.
Qui si può scegliere di vivere una vacanza in una dimensione familiare e rilassante profittando appieno della lunghissima spiaggia di sabbia finissima e bianca, ma allo stesso tempo, la collocazione strategica del residence permette anche di raggiungere agevolmente tutto il litorale ionico con le sue località turistiche più rinomate, come Gallipoli e Santa Maria di Leuca, tuffandosi nella straordinaria offerta di divertimento e svago che hanno fatto di questa parte di Salento una delle mete più ambite del turismo italiano e straniero.
Le tipologie abitative offerte sono tutte dotate di TV e terrazzo o balcone attrezzati con tavolo e sedie e vanno dal bilocale di 2/3 letti fino al trilocale 6 super, con varie soluzioni intermedie, tutte attrezzate per garantire un soggiorno confortevole e rilassante. La struttura dispone di una spiaggia privata attrezzata che dista soli 250 metri dal complesso, oltre a campetti da tennis/calcetto, zona giochi per i più piccoli, chiosco-bar e un anfiteatro.
La scelta dell’accoppiata residence Torre Mozza si rivela, così, la soluzione migliore per vivere appieno tutte le sfumature della vacanza dal relax al divertimento in un mix unico e di sicuro interesse.
L'olivo e il paesaggio salentino
Quando si parla di Salento da visitare non si può prescindere dall’olivo. L'olivo, pianta dalle antiche origini carica di rimandi simbolici e culturali, con i suoi tronchi scultorei e le sue chiome indomite ha modellato il territorio e il paesaggio salentino e pugliese, così come con l’olio che si ricava dalle sue bacche ha dato gusto alla cultura culinaria della nostra civiltà contadina.
L’olea europea ha le sue origini nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente. Ed il Mediterraneo è il teatro del suo cammino che accompagna quello dell’uomo europeo e della sua civiltà, dall'originaria Attica verso l'Occidente giungendo in Puglia dove trova l'habitat ideale per crescere e produrre. Le prime tracce della presenza dell’olivo nell’area pugliese risalgono già a diversi millenni fa; i rinvenimenti di noccioli di olive degli scavi di Torre Canne, inglobati nella roccia del neolitico, ci darebbero la testimonianza che le prime popolazioni ivi insediate si nutrivano di olive già 8-10 mila anni fa. Furono i primi navigatori fenici e greci, e successivamente gli arabi ed i romani a diffonderne la coltivazione lungo le pianure e le assolate colline della penisola italica.
L'intensificarsi dei traffici marittimi lungo le coste del Meridione d'Italia ad opera di fenici, greci e romani fu alla base dello sviluppo dell'olivicoltura in Puglia e nel Salento in particolare, la cui millenaria civiltà ha profonde radici nella presenza dell'olivo, un albero dotato di grande sobrietà e resistenza, che si adatta anche ai terreni brulli e sassosi come quelli della nostra regione.
La spremitura delle olive per ottenere olio era pratica conosciuta molti secoli prima della venuta di Cristo: le testimonianze di macine primitive sono conservate nei musei dell'isola di Creta, ad Haifa in Israele ed in Egitto. Nel museo nazionale di Taranto, altra eccellenza della Puglia da visitare, sono conservate tre anfore antiche ed un sarcofago di un atleta che aveva partecipato alle Panatanee di Atene ed era stato premiato con vasi riccamente ornati contenenti olio di oliva, ricavato dagli olivi piantati da Solone. Con l'affermarsi dell'Impero Romano, l'olio d'oliva assunse una funzione strategica nel campo del commercio e delle attività di scambio tra i diversi popoli e si intensificarono anche gli studi sulla buona coltivazione dell'olivo.
L’alto Medioevo è un periodo di scarsa diffusione per l’olivocoltura nella regione e di conseguenza per l'area salentina, olivi isolati tra i coltivi o tra le distese pascolative interessavano soprattutto aree a diretta gestione signorile. L'olio comunque non era merce ricca e il suo commercio era condizionato anche dagli ingombranti recipienti con i quali veniva trasportato. Con l’avvento della civiltà bizantina nell’Italia meridionale si ha un nuovo quadro colturale che porta al ripristino di piante come olivo e vite. In questo periodo si costituisce quel paesaggio agricolo del Salento da visitare e scoprire. Nell’epoca dei comuni e dei Monasteri successiva alla caduta dell'Impero Romano si ha un nuovo impulso allo sviluppo e il rinnovamento per l'olivicoltura e la produzione dell’olio di oliva. Il commercio dell'olio riprende ad opera dei navigatori veneziani. I porti di Brindisi, Gallipoli, Otranto e Taranto divennero meta di navi che trasportavano enormi quantità di olio; vi si installano fondachi oltre che veneziani, anche toscani, genovesi, russi, inglesi e tedeschi. Il commercio dell'olio d'oliva assunse una tale importanza che nel 1559, il viceré spagnolo Parafran De Rivera dispose la costruzione di una strada che collegasse Napoli alla Puglia, con biforcazioni per la Calabria e l'Abruzzo per consentire un trasporto più rapido dell'olio di oliva.
Itinerari Salento: gli alberi monumentali
Viaggio a Sud, alla scoperta dei giganti verdi di cui la terra salentina è madre generosa e feconda. Ce n'è di esotici, importati per vezzo ornamentale dall'altro capo del mondo. E ce n'è di indigeni, signori centenari scampati all'invasione di cemento che ha falcidiato i boschi. Non solo ulivi, dunque, quelli in difesa dei quali torna a marciare oggi il popolo ambientalista: appuntamento a Ostuni, per bloccare gli effetti della modifica alla legge regionale che ne rende più facile l'espianto in nome del diritto a costruire. Sono sessanta milioni in tutta la regione, sei milioni quelli monumentali.
Gli uni e gli altri costringono ad arrampicare lo sguardo verso l'alto, guadagnando alla vista una porzione di cielo. E fu forse per distrarre dalle cose terrene le nobildonne "... vergini, vedove e malmaritate" che trovarono rifugio nell'ex conservatorio di Sant'Anna a Lecce, che i Verardi - proprietari del palazzo seicentesco nei pressi di Porta Rudiae - misero a dimora un ficus macrophilla che oggi svetta a 25 metri di altezza. Un esemplare di circa 250 anni, importato dalle foreste pluviali asiatiche intorno al 1840, reperito probabilmente per mezzo del vivace scambio fra gli orti botanici sorti all'epoca nel Regno delle due Sicilie, a Napoli, Palermo e Lecce. Ne sono certi gli studiosi, fra questi il botanico Francesco Minonne, responsabile scientifico del Parco costa Otranto-Leuca e bosco di Tricase, cicerone del viaggio alla scoperta del tesoro arboreo del Salento.
"La giungla di città fatta di costruzioni e pavimentazioni, ricrea paradossalmente una specie di cortina protettiva intorno agli alberi ", spiega Minonne, la stessa grazie alla quale vive a un passo dal castello Carlo V un bestione dal fusto bitorzoluto e la chioma gigantesca. Lo chiamano baobab, parto di una fantasia cartoonist, ma è una Phitolacca dioica originaria del Brasile: 150 anni di vita appena, praticamente un giovanotto, versatile e resistente (anche allo smog). Un prodigio monumentale, radici comprese, robuste, intricate e ospitali.
Il viaggio prosegue verso fronde più familiari, schiettamente autoctone. Come la quercia virgiliana che si inerpica verso il cielo di Taurisano abbracciando da parte a parte i tetti della stradina di periferia. Dimora in via XXIV maggio questo signore di 450 anni dal fusto portentoso, per cingere il quale ci vogliono almeno tre paia di braccia. "Un relitto", dice Minonne, che vale per testimone di un passato remoto in cui la scena del paesaggio era dominata da foreste di lecci e querce.
Ma è ancora più giù, fra campi aperti e raggiungibili solo da chi conosce bene l'estremità di questo lembo di terra che ci si ritrova faccia a faccia con un vero ciclope, 23 metri di altezza, poco meno della chioma che misura 27 metri di diametro. È il leccio più grande del Salento, in contrada Pisignano, nel comune di Lizzanello.
Ultima tappa a Tricase, per il rendez-vous con la signora in verde che giganteggia solitaria nel cuore del Parco regionale della costa idrutina: una quercia vallonea che conta 850 anni di vita e nessun simile nel resto d'Italia. "Siamo l'avamposto più occidentale ad ospitare questo tipo di quercia, la cui casa è l'areale che comprende gli stati della ex Jugoslavia, e proprio da Valona prende il nome", commenta Minonne con gli occhi dietro l'obiettivo della macchina fotografica, a immortalare ancora una volta il mistero di questa creatura che ha messo radici qui, non si sa come. Gli studiosi si dividono fra quanti sostengono che la varietà sia stata importata dai basiliani, che adoperavano il tannino contenuto nelle cupola delle ghiande per la concia delle pelli, e chi sostiene che sia una creatura indigena, germogliata grazie a irripetibili condizioni microclimatiche. Un enigma destinato a rimanere tale, probabilmente, sulle fronde di una sfacciata, materna, monumentale bellezza.
Vacanze di Natale nel Salento
Anche nel periodo natalizio il Salento si presenta come una terra piena di eventi e occasioni di scoperta che non mancherà di sorprendere e conquistare il visitatore. Dai presepi viventi alle sagre ai mercatini e alle fiere la penisola salentina è percorsa da tante iniziative e appuntamenti tradizionali occasione imperdibile per immergersi nelle atmosfere natalizie godendo delle bellezze e delle tradizione uniche di questa terra. Una delle ricorrenze più caratteristiche del natale salentino è sicuramente l’allestimento dei presepi viventi frutto della creatività e dell’impegno delle singole comunità. Ogni presepe vivente è unico e fornisce una suggestione irripetibile fra campagne palazzi e centri storici con originali rivisitazioni della sacra rappresentazione in chiave di civiltà contadina.
Una menzione articolare merita il presepe vivente di Tricase realizzato sullo scenario di singolare bellezza della collina di Monte Orco. Ben 35.000 lampadine luccicanti fanno da preludio alla rappresentazione vivente del racconto della nascita di Gesù. I personaggi ritratti nelle narrazioni evangeliche sono interpretati e messi in scena dalla gente del posto nelle rappresentazioni dei più antichi mestieri salentini. Ma il presepe vivente di Tricase non è solo rievocazione folklorista del territorio, bensì riproduzione scrupolosa di ambientazioni storiche romane, con la reggia di Erode, la casa dei romani, ma anche la sinagoga con i soldati in costume. Infine, si può ulteriormente comprendere la bellezza di Monte Orco, la sua grandiosità con la vista di un panorama mozzafiato che essa regala ai visitatori, poco prima di entrare nell'umile Grotta della Natività. È lì, davanti all'ingresso, la fiammella della Luce della Pace, giunta come ogni anno da Betlemme.
Una visita merita anche il presepe monumentale allestito, come ormai di consuetudine, nel magnifico scenario dell’anfiteatro romano di Lecce in piazza Sant’Oronzo. Anche qui la rappresentazione della nascita di Gesù viene declinata in chiave salentina con piccole casupole realizzate con la tecnica del muretto a secco, muretti, piante, ulivi. I personaggi del presepe sono a grandezza naturale, anche se si possono ammirare solo dall’alto, e sono realizzati in cartapesta.
Imperdibili, poi, nel Natale salentino i caratteristici mercatini e le innumerevoli sagre e le fiere tradizionali. Tra quest’ultime d’obbligo la Fiera di Santa Lucia o dei pupi a Lecce negli spazi dell’ex convento dei Teatini. Nei numerosi stand gli espositori propongono elementi del Presepe che variano dalle casette ai personaggi, alla rappresentazione dei mestieri tradizionali e di quelli più recenti. Di grande interesse l’esposizione di bellissimi Presepi curati nei minimi dettagli attraverso le tecniche più disparate, senza dimenticare le lavorazioni più tipiche del territorio dalla creta lavorata a mano, alle vere e proprie opere d’arte di cartapesta.
Per le sagre, da segnalare quella della Pittula a Specchia un’occasione ghiotta per degustare la saporita pasta lievitata e fritta in tutte le sue varianti e visitare uno dei borghi più belli e incantevoli della provincia.
Altro evento imperdibile è la tradizionale Festa del Fuoco, anche nota come “Festa te lu focu” che si tiene a Zollino fin dalla fine degli Anni Settanta. Voluta per recuperare la tradizione delle focare di Sant’Antonio, oggi si svolge nei giorni finali di dicembre e nel tempo si è impreziosita di riti, giochi, tradizioni, concerti, tutti rigorosamente attorno a un grande falò. La festa vuole recuperare le radici passate facendo risaltare la loro importanza anche nell’affrontare il futuro, verso una riscoperta delle cose concrete che uniscono persone e popoli.
Tra i mercatini di Natale, molto interessanti sono in particolare quelli realizzati ad Otranto e a Gallipoli. Ad Otranto, ammirerete un altro mercatino dell’artigianato locale mostrato all’interno del centro storico, tra tutti i monumenti più importanti come la Cattedrale, la Chiesa di San Pietro, il grande Castello Aragonese e la Porta Alfonsina. A Gallipoli, nel lungo viale di Corso Roma, potrete passeggiare tra tanti stand appositamente realizzati per il periodo natalizio dove fare acquisti tradizionali e non, arrivando infine nella Città Vecchia una volta passato il ponte nei pressi del Castello: qui termineranno gli stand, ma potrete ammirare tanti presepi artistici e un suggestivo presepe vivente.
Naturalmente, quelli segnalati sono solo alcuni degli eventi e degli appuntamenti tradizionali che allieteranno le vostre vacanze natalizie nel Salento, a voi scoprire tutta la ricca offerta della provincia per trascorrere delle feste dal sapore unico.
Itinerari Salento: la costa adriatica
Nell’itinerario precedente avevamo percorso la sinuosa costa salentina dai confini nord occidentali fino al sud estremo di Leuca. Come accompagnati dalla rassicurante mole del gigante monocolo ripartiamo proprio da Leuca per intraprendere un altrettanto stimolante e fascinoso viaggio verso le località della costa adriatica. Mentre sul versante ionico la costa si abbassa docile a carezzare il mare fronteggiandolo umile, sul versanto adriatico la costa, superata la punta Meliso, sembra insuperbirsi innalzandosi altera sulle acque quasi a volerne traguardare oltre per scorgerne i confini di sponda opposta. Proprio questo braccio di mare ha rappresentato per il Salento un ambivalente confine di incontro e arricchimento culturale e drammatico manifestarsi del dramma dello scontro tra civiltà.
Questo itinerario ci permetterà di percorrere la litoranea che conduce a nord verso Otranto, una lingua di asfalto sospesa tra cattedrali di roccia svettanti con fiero slancio verso il cielo e una mare che sembra corteggiare ad ogni dipresso la vista del passante riservando maliose aperture d’orizzonte. Una sottile linea costiera che sembra disegnata con la precisa volontà di offrire a chi la percorra un campionario magnificente della bellezze paesaggistiche del Salento, una esemplare epitome del prodigioso equilibrio di questa terra tra natura e intervento antropico.
Come grani di un prezioso rosario si alternano in prodigiosa successione lungo questo esile nastro costiero: Novalgie una piccola e pittoresca insenatura, Marina Serra, Tricase Porto che occhieggia a Tricase città e alle campagne ricche di boschi , Castro Marina che si spinge come un promontorio a scrutare l’orizzonte dove nella chiare mattine di sereno, come capriccio di fata Morgana, appare il profilo alpino dei monti dell’opposta Albania. Risalendo verso nord incontreremo, ancora, Santa Cesarea con i suoi zolfi curativi e il profilo moresco della villa che fece da set all’estro visionario di Carmelo Bene.
Porto Badisco avvolta dagli echi mitici che la vollero primo approdo italico di Enea in fuga da Troia in fiamme. L’itinerario lungo la costa adriatica diventa qui un ulteriore ricco viaggio pieno di sorprese e scoperte tra mito, leggenda, arte preistorica, antropologia, archeologia, scienze geofisiche, storia delle religioni, speleologia. Proseguendo lungo la direttrice nord ci imbatteremo in Otranto con il profilo possente delle sue mura e fortificazioni, che raccontano uno degli episodi più tragici ed esemplari della storia salentina. Estremo limite orientale d’Italia, Otranto porta con sé come uno stigma questo suo essere terra di frontiera.
Proseguendo verso Lecce comincia la lunga teorie di marine rapprese attorno alle torri costiere: Torre S. Stefano, Torre dell’Orso, San Foca,Torre Specchia, Torre Rinalda. Una lunga striscia di sabbia corre lungo queste località fino alle due marine dei leccesi San Cataldo, in epoca romana importante porto intitolato ad Adriano, e Casalabate dove termina il percorso costiero del Salento leccese. Oltre la provincia di Brindisi con altri colori, sfumature e profili. Al turista, che giunge in vacanze nel Salento, l’opportunità di intraprendere questo mirabile percorso paesaggistico inciso tra la costa e il mare in un perenne gioco di specchi e rimandi tra terra e spazi acquorei.
Itinerari Salento: i centri costieri ionici
La penisola salentina può vantare una costa lunga centocinquanta chilometri che si incunea tra Adriatico e Ionio alternando spiagge, calette e scogliere, descrivendo un itinerario suggestivo, vario e ricco sorprese.
Un itinerario che sul versante ionico va da Porto Cesareo a Santa Maria di Leuca e che merita di essere percorso in tutta la sua bellezza e goduto come un insieme pieno di amlie e affascinanti sorprese. Porto Cesareo è la prima ad accoglierci come porta d’ingresso del Salento sullo Ionio, i suoi fondali bassi sembrano voler dare confidenza al bagnante, mentre le sue acque chiare e trasparenti sono un invito a immergersi nei suoi flutti salsi. Un porto naturale il cui litorale alterna le spianate calcaree dei terrazzi a spiagge, dove la duna costiera ospita una fitta vegetazione arbustiva tra golfi, insenature, speroni rocciosi, scogli e isolotti. Più a sud Sant’Isidoro, quasi un abile acrobata in bilico sulla costa a strapiombo. Il colore bruno del calcare fa da sfondo ai colori tenui e chiari delle casette dei pescatori, che sembrano inseguirsi sull’erta dello scoglio per poi ammassarsi in un precipitoso arrestarsi sul filo del precipizio. Scendendo ancora, la costa si allarga e si tinge del verde rigoglioso e smagliante del pino di Aleppo che avvolge nel suo abbraccio Porto Selvaggio. Qui la macchia mediterranea si carica di tutta la tavolozza dei suoi sentori e colori e il mare sembra ingaggiare con essa una singolare tenzone cromatica aggiungendo intensità e sfumature allo zaffiro del suo manto.
A contrappuntare il verde delle serre, che come dorsi docili di mulo ritmicamente si alternano, sparse case bianche in un lucore accentuato dai tagli di luce netta che solo chi ha trascorso le sue vacanze nel Salento può intendere. Porto Selvaggio preannuncia Santa Caterina con il suo porticciolo, le sue acque trasparenti. Qui tutto appare misurato sulla piccola scala, il porto si sovrappone alla spiaggia e la scogliera corre sinuosa flettendosi fra cale e rade fino a Santa Maria proseguendo fino a giungere a Lido Conchiglie e alle porte di Gallipoli. Giungendo qui da nord si può scorgere in maniera distinta il grande semicerchio occhieggiante di luci dei paesi vicini, che come un abbraccio stringe la perla dello Ionio.
Scrive Cesare Brandi “Per chi non lo sapesse, Gallipoli, con la sua fonte a due facce, l'una greca, l'altra rinascimentale, è come una fortezza ridotta a giardino d'infanzia su un mare tenero, basso, trasparente. ... più grande, più amena, più luminosa, sembra quasi galleggiare sulle acque”. La roccia abbandona la costa in corrispondenza della Purità e poi verso Lido Piccolo per lasciare spazio ai riflessi di silice della sabbia arroventata sotto la canicola estiva. Qua e là sparsi sulla battigia eroici pini resistono alla salsedine e ai venti marini. Torre Pizzo riprende l’arabesco della costa calcarea che prosegue estrosa fino alle marine di Alliste, di Racale e di Torre Suda. Avamposti marini cui guardano le spalle paesi di case chiare immerse nel verde lucido degli ulivi, interessante diversivo per chi trascorra le vacanze nel Salento.
Il mare si tinge di riflessi verdi verso Ugento e le sue marine Torre San Giovanni, Torre Mozza, Lido Marini caratterizzate da lunghe e bianchissime distese da un mare pescoso e dalla trasparenze cristalline. La zona offre, inoltre, nella zona interna una ricca e vasta area archeologica piena di tesori inattesi. Aggrappata sulle cime di sasso delle serre, nel biancore che porta inscritto nel suo nome, Leuca termine di questo nostro itinerario che si staglia orgogliosa contro il mare verso cui si protende tutta come porto sicuro capace di sfidare marosi e venti avversi. È qui, scrive Bodini, che dopo morti tutti i salentini fanno ritorno con il cappello in testa. Secondo un detto popolare chi non visita Leuca da vivo ci va da morto, quasi che la potente luce del faro di punta Meliso faccia da guida alle anime verso un mondo altro oltre la vita. Il mare dinanzi questa riva confonde i sui confini smemorando il suo nome non più Ionio ma neanche ancora Adriatico. Qui quest’ultimo, più sapido, tracima prorompente fra le acque più calme e dolci del fratello di riva opposta, disegnando scacchiere di correnti che si insinuano fino a Morciano e Torre Vado. Di fronte a queste coste il canale d’Otranto da cui è transitata tanta storia carica di presagi per l’Europa contemporanea.
Itinerari Salento: le torri costiere
Il Salento appare al visitatore come un prezioso scrigno di storia e cultura eternata in una serie di costruzioni antiche e grotte rupestri, città e monumenti in cui si intreccia il racconto delle due anime che hanno vivificato questo territorio quella contadina e quella marinara, dipanando la narrazione di una terra abitata da affascinanti leggende, storie, colori e costruzioni come le torri costiere.
Vestigia di un passato in cui il vivere su queste coste era un perenne azzardo che rendeva precaria la vita dei villaggi rivieraschi, la torri fanno parte di un sistema di difesa che ha modellato il paesaggio litorale salentino a partire dal XVI secolo.
Questo sistema di difesa disegna un affascinante itinerario di scoperta che non mancherà di conquistare e ammaliare il visitatore. Alcune a pianta quadrata altre a pianta circolare appaiono disposte in un sapiente disegno che permetteva loro di comunicare a vista attraverso apposite modalità di segnalazione come fumo e specchi. Seguendo la loro distribuzione, che nel periodo di massimo utilizzo raggiungeva le ottanta unità, possiamo iniziare un percorso che parte da Torre Specchiolla a nord est della penisola per proseguire con le località Rinalda, Veneri, Chianca e San Cataldo. Quest’ultima pare fosse già presente sul territorio a partire dal 1485.
L’itinerario prosegue verso le marine di Melendugno dove troviamo Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca vecchia, Dell’Orso. La prima è a base quadrata, mentre Torre Roca vecchia è quasi totalmente crollata e lascia intravedere ai visitatori la volta interna.
Avanzando verso Otranto si incontrano Torre Sant’Andrea, Fiumicelli, Santo Stefano, Torre del Serpe, dell’Orte, Sant’Emiliano. Da sottolineare che Torre del Serpe costituiva un antico faro cittadino che fu restaurato da Federico II.
Continuando in direzione sud si possono osservare lungo il percorso le torri di Minervino, Monte Saraceno, Miggiano particolarmente interessante quest’ultima in quanto segue le forme delle torri tipiche dei castelli aragonesi, con la forma cosiddetta “a rondella , poi ancora abbiamo le torri di Castro, di Lupo, di Andrano purtroppo quasi del tutto crollata.
Giunti in prossimità di Leuca possiamo osservare Torre Sasso, Palane, Naspre, di Specchia Grande, di Ricco, di Novaglie, di Ominimorti. Torre di Naspre, a pianta circolare, ha una posizione davvero affascinante, direttamente su una rupe a picco sul mare.
Procedendo verso Ugento troviamo, ancora, la Torre di Marchiello, oggi un rudere, Torre San Gregorio, Torre Vado, Torre Pali, Torre Mozza, Torre San Giovanni. Quest’ultima, soggetta nel 1569 a un feroce attacco dei Turchi, che tentarono di demolirla inutilmente, mostra ancora oggi i segni di quell'assalto.
Proseguendo sempre in direzione nord troviamo Torre Suda, oggi restaurata completamente e sede di mostre stagionali e sfruttabile come locazione per matrimoni civili, del Pizzo, San Giovanni della Pedata, Sabea, dell’Alto Lido, del fiume, Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, dell’Alto, dell’Uluzzo, dell’Inserraglio.
Il percorso si conclude risalendo verso una zona ricchissima di costruzioni torriere, proprio per via dell’alto tasso di incursioni a cui era soggetta. Terminiamo, quindi, il nostro itinerario visitando le torri di Sant’Isidoro, Squillace, Porto Cesareo, Chianca, Lapillo, Castiglione, Colimena, Saline, Barraco, dei Molini, e San Pietro in Bevagna.
Vacanza economica nel Salento
Terra ricca di sapori, colori, luce e vitalità il Salento offre anche molte occasioni per trascorrere un periodo di riposo e relax a prezzi assolutamente concorrenziali. Il segreto per organizzare una vacanza economica in Salento sta nel saper valutare con attenzione e scegliere con oculatezza la propria vacanze avendo come punto di riferimento imprescindibile tre parametri fondamentali che poi andranno a incidere in maniera determinante sul costo della nostra vacanza.
Primo elemento da vagliare con la giusta attenzione è sicuramente la località prescelta, una variabile che può incidere dal 15% al 35 sul budget complessivo del nostro soggiorno. Alla luce di queste considerazioni, è bene non focalizzare la scelta solo ed esclusivamente su località di grande risonanza e notorietà turistica come Leuca, Otranto o Gallipoli per citarne alcune. Un buon diversivo è offerto dai tanti piccoli centri disseminati lungo la costa, magari meno noti, ma che garantiscono una maggiore vivibilità soprattutto nei periodi di maggior affollamento turistico e un rapporto qualità prezzo decisamente favorevole. A questo si aggiunga che la penisola salentina è una lingua di terra stretta che permette di raggiungere agevolmente tutti i suoi centri percorrendo pochi chilometri.
Secondo decisivo elemento da ponderare per organizzare una vacanza economica in Salento è la distanza dal mare, una variabile che può incidere in maniera davvero significativa sulla spesa per il soggiorno. Bisogna tener presente che il tacco d’Italia è un vero e proprio mosaico di piccoli paesi disseminati per tutto il territorio a diversa distanza dalle coste. Molto semplice, di conseguenza, trovare una sistemazione confortevole in un piccolo centro dell’immediato entroterra che con un breve tragitto consenta di raggiungere posti di balneazione di grande pregio e fascino. Alla convenienza del canone d’affitto si aggiunge, in questo caso, anche la possibilità di accedere a servizi e esercizi commerciali con prezzi decisamente più convenienti ed accessibili rispetto alle cifre che regolarmente si incontrano presso le mete più turistiche.
Ultimo ma decisivo parametro è sicuramente il periodo in cui si sceglie di trascorrere il proprio soggiorno. A meno di improcrastinabili esigenze lavorative, la chiave per poter trascorrere una vacanza economica nel Salento è la scelta della bassa stagione. Le variazioni di prezzo tra un mese e l’altro possono davvero essere sorprendenti e coinvolgono non solo il canone d’affitto ma anche tutta una serie di aspetti del soggiorno con importanti ricadute in termini di risparmio e contenimento dei costi. Terra baciata dal sole per gran parte dell’anno questo angolo di Puglia può offrire un soggiorno piacevole e all’insegna del mare anche nei mesi che immediatamente precedono o seguono la stagione turistica mainstream. Senza contare le suggestioni che Il Salento può riservare anche nei mesi autunnali e invernali quando vi è la possibilità di immergersi nella vita più autentica di questa terra, che in questi ultimi anni, non a caso, sta lavorando con grande impegno anche sul fronte della destagionalizzazione dell’offerta turistica. Non mancano, infatti, anche nel periodo invernale tutta una serie di eventi e attrattive capaci di conquistare il turista curioso e attento.
Pacchetti vacanze Salento
Se, chi intende organizzare le proprie ferie nel tacco d’Italia magari per il prossimo periodo natalizio, è alla ricerca della apparentemente impossibile quadratura del cerchio che permetta di risparmiare tempo nell’organizzazione e denaro per la realizzazione, la risposta più immediata e semplice appare quella di affidarsi alla scelta di pacchetti vacanze Salento. La capillare diffusione di internet e l’offerta sempre più ampia e articolata che la rete garantisce ad una platea sempre più vasta ha reso possibile viaggiare e godersi una vacanza rilassante anche se i propri mezzi economici sono limitati.
Appare indispensabile, per profittare al meglio delle possibilità che si aprono in questo ambito, esercitare la pazienza nella ricerca, la disponibilità di flessibilità nella scelta di destinazioni e periodi e un certo spirito di adattamento. Proprio perché, come si accennava più sopra, l’offerta è ormai cresciuta in maniera esponenziale, può risultare utile seguire una serie di piccoli accorgimenti di massima per individuare, nel mare magnum della rete, le migliori occasioni offerte dai pacchetti vacanza più economici o le soluzioni di viaggio più adatte alle vostre disponibilità e ai vostri desideri.
Una prima immediata e utile indicazione è quella di determinare con una certa precisione le caratteristiche che vogliamo abbia la nostra vacanza. La determinazione di tali requisiti ci permette di vagliare più proposte di diversi siti per poter soppesare con cognizione di causa vantaggi e controindicazioni di ogni offerta e propendere, in questo modo, per quella offerta che metta a disposizione del cliente il miglior rapporto qualità prezzo. Oltre al prezzo, occorre valutare con attenta ponderazione anche altri aspetti non secondari come la logistica e i servizi offerti, alla luce del fatto, ad esempio, che una migliore collocazione della struttura, a fronte di una piccola variazione di prezzo, può garantire significativi risparmi in termini di tempo e risorse negli spostamenti.
Fatta questa semplice precisazione, bisogna sottolineare che l’opzione a favore di pacchetti vacanze Salento risulta quella che meglio viene incontro alle esigenze di chi voglia una vacanza organizzata nei minimi dettagli in maniera rapida ed efficace senza dover smanettare dalla mattina alla sera su una tastiera tra prenotazioni, contratti e organizzazione degli spostamenti. Alcuni siti presentano una serie di scelte preconfezionate ad un prezzo davvero concorrenziale. Questa vantaggio è, però, in parte compensato dalla limitatezza della scelta sia di destinazioni che di soluzioni di viaggio. Se si preferisce un ventaglio di opzioni più articolato è bene orientarsi verso siti più generici che offrono la possibilità di usufruire di una più ampia scelta di prodotti e soluzioni per le vostre vacanze, che vanno dai pacchetti ai singoli voli, passando per le combinazioni volo e hotel, le case vacanza, e via dicendo.
Se il parametro unico di scelta di pacchetti vacanze Salento è il budget ci si può orientare con profitto verso le soluzioni last minute. In questo caso, se si è dotati di una buona dose di flessibilità e adattabilità e date e destinazione non sono un problema, allora si può godere di un soggiorno con un impegno economico davvero alla portata di tutte le tasche.











