Torre Mozza Residence per famiglie
Torre Mozza Residence appare come la soluzione ideale per la famiglia che vuole trascorrere le vacanze in serenità ed allegria, una valida alternativa alle vacanze in albergo, soprattutto per coloro che durante il soggiorno amano gestirsi in piena autonomia. Una accogliente struttura immersa in paesaggio da sogno, un luogo in cui gustarsi ritmi rilassati per ritrovare tutta la calma e la tranquillità necessarie per il riposo e condividere al meglio i momenti di gioia.
Torre Mozza Residence si presenta come una vera e propria oasi pronta ad accogliere nuclei famigliari desiderosi di vivere una vacanza indimenticabile, garantendo a ciascun componente il nucleo famigliare la giusta attenzione e possibilità di trascorrere al meglio il proprio soggiorno. Varie e flessibili le tipologie abitative che possono ospitare dal piccolo nucleo fino alla famiglia numerosa e allargata, tutte arredate, con cucine attrezzate che comprendono utensili, vasellame, forno. Tutte le soluzioni abitative sono provviste, inoltre, di TV e terrazzo o balcone attrezzati con tavolo e sedie.
Uno dei maggiori pregi offerti dal residence è sicuramente, come già detto, la possibilità di organizzare e gestire in autonomia la propria vacanza. Nel caso di Torre Mozza Residence, questa libertà e autonomia è facilitata da una posizione strategica lungo il litorale ionico salentino, che permette di raggiungere in pochi minuti tutte le principali località turistiche e balneari di questo versante da Porto Cesario a Gallipoli fino a Santa Maria di Leuca. Proprio grazie a questa collocazione, si può al contempo godere del relax e della tranquillità di cui si accennava, tipica di un piccolo centro come Torre Mozza, e della possibilità di immergersi, ogni qualvolta lo si desideri, nel pieno della movida e della migliore offerta di divertimento dell’estate salentina.
Torre Mozza Residence gode non solo di una collocazione strategica rispetto ai più famosi centri turistici della zona, ma anche rispetto alla splendida e lunghissima spiaggia privata attrezzata che dista dal complesso residenziale solo 250 metri. Una spiaggia con un mare cristallino particolarmente adatto ai più piccoli, poiché si mantiene basso sul fondo per parecchi metri, e in cui si può usufruire di tutti i comfort del servizio spiaggia, come di lettini, ombrelloni, cabine per il cambio.
Altri servizi offerti, che contribuiscono a rendere la vacanza davvero piacevole, sono animazione rivolta sia agli adulti che ai più piccoli, interessanti corsi collettivi settimanali e l’indubbia comodità di raggiungere nel raggio di 200 metri: ristorante, pizzeria, minimarket, bars, negozi di prima necessità. Servizio medico, farmacia e attracco imbarcazioni a soli 4 km.
Torre Mozza Residence può contare anche su una splendida risorsa naturalistica come il Parco regionale Litorale di Ugento, uno splendido scenario tra macchia mediterranea, gravine, bacini e canali d’acqua di grande pregio in cui trascorrere piacevoli ore a contatto con la natura insieme a tutta la famiglia. Per questi e tanti altri motivi tutti da scoprire Torre Mozza Residence è sicuramente il luogo migliore in cui una famiglia può trovare tutti gli ingredienti per una vacanza che rimane nel cuore.
Residence Torre Mozza: vacanza verde
Scegliere di trascorrere la propria villeggiatura in un residence Torre Mozza può rivelarsi un’esperienza sorprendente e davvero interessante sotto molto punti di vista, anche e soprattutto per chi ama il contatto e l’immersione nelle bellezze naturali e paesaggistiche. Circondata dal Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento” Torre Mozza aggiunge alle seduzioni proprie delle città costiere la possibilità di esplorare una delle zone più interessanti per valore naturalistico, storico e paesaggistico della Penisola Salentina. Il Parco si estende per circa 1600 ettari ed è caratterizzato da una elevata varietà di ambienti naturali capaci di garantire un’esperienza di immersione nelle bellezze della natura unica e irripetibile.
A partire dalla campagna intorno a Residence Torre Mozza è possibile scegliere i due percorsi escursionistici che attraversano le tre aree del parco, e subito la vista viene sollecitata dalle inesauribili variazioni coloristiche delle specie vegetali, l’olfatto catturato dai sentori del rosmarino e del timo selvatico, l’orecchio sorpreso dai versi di una fauna inattesa. Procedendo dal mare verso l'interno si passano in rassegna una serie di paesaggi e ambienti naturali, osservando, nell’ordine, la vegetazione dei litorali sabbiosi e rocciosi, quella tipica degli ambienti retrodunali umidi, quella palustre, la macchia mediterranea.
Il litorale, caratterizzato da sabbia fine e bianca, è modellato da dune plasmate dal vento dove è stata di recente segnalata una specie nuova per la flora italiana, il fiordaliso di Creta molto rara e finora rinvenuta lungo le coste sabbiose dell'Africa nord - orientale e dell'Asia Minore, con un'unica presenza europea nell'isola di Creta. A ridosso del bianco delle dune si spinge il verde brillante di ampie formazioni di pineta, che offrono la loro generosa ombra contro l’inclemente sole meridiano.
Da notare, che in questo tratto di costa si incontra una delle più antiche pinete costiere del Salento, la Pineta Rottacapozza, un bosco di pino d'Aleppo impiantato nei primi anni del 1700 da alcuni frati di Gallipoli, che oggi ha raggiunto un elevato grado di spontaneità e un'elevata naturalità. Procedendo verso l’interno la tavolozza cromatica si arricchisce della sfumature offerte dalle numerose orchidee che fioriscono tra questi prati.
Il parco si caratterizza per la presenza di diversi bacini salati. Risultato di un progetto di bonifica attuato a partire dagli anni '30 per allontanare la zanzara portatrice di malaria, i bacini Suddenna, Bianca, Ulmo, Rottacapozza Nord e Sud e Spunderati Nord e Sud traggono il proprio nome dall'antica geografia delle paludi ugentine e rappresentano oggi la più importante ed estesa zona umida del versante jonico del Salento. I bacini, tutti collegati tra loro, hanno lo sbocco al mare in corrispondenza delle marine di Torre San Giovanni, di Torre Mozza Ugento e di Punta Macolone, a Lido Marini. Le acque salmastre dei bacini ospitano una vegetazione tipicamente lagunare costituita da carici e giunchi, ma anche da specie molto rare come, per esempio, la campanella palustre.
Particolarmente interessante l’avifauna presente. L'area rappresenta, infatti, un'eccezionale area di sosta per gli uccelli durante le migrazioni. Durante i vari periodi dell'anno e nei differenti habitat che compongono l'ecomosaico dei bacini di Ugento è possibile osservare numerose specie, quali il ad esempio il cormorano, il raro marangone dal ciuffo, l’ airone rosso e l’airone bianco maggiore, l'usignolo di fiume, il raro mignattaio, il cigno reale, il falco di palude, il rarissimo, in quest'area, pellicano e l'altrettanto rara avocetta, e inoltre varie specie di trampolieri, di anatidi. L’area dei bacini è delimitata dalle serre di Ugento in prossimità delle quali si apre uno dei paesaggi più insoliti per la penisola salentina rappresentato da cinque canaloni carsici tra loro paralleli e perpendicolari alla linea costiera scavati dall’azione delle acque piovane, che conservano una vegetazione di lecci di considerevole dimensioni relitto delle antiche foreste di lecci che popolavano la zona.
Dalle dune ai bacini salmastri passando per le pinete e le gravinelle, il paesaggio del parco del Litorale di Ugento offre ai villeggianti del residence Torre Mozza un impareggiabile opportunità di apprezzare da vicino un ambiente naturale che rappresenta un unicum per ricchezza e varietà di specie e paesaggi, un prezioso scrigno da preservare e vivere.
Vacanze in Residence a Torre Mozza
La scelta della destinazione e della tipologia di struttura presso cui trascorrere le proprie ferie deve essere fatta alla luce di un’attenta ponderazione, che consenta di stabilire con adeguata cognizione la soluzione che possa garantire il miglior confort e rapporto qualità prezzo. La vacanza in Residence a Torre Mozza, da questo punto di vista, appare come una soluzione interessante che merita attenzione, capace com’è di venire incontro, nel migliore dei modi, ad una pluralità di esigenze assicurando la piacevolezza del soggiorno insieme alla qualità dell’accoglienza.
La vacanza in Residence a Torre Mozza offre un’articolata gamma di soluzioni abitative, dal monolocale all’appartamento con varia capienza, ideali per soddisfare le varie esigenze di famiglie e gruppi, ma anche singoli e coppie. Optare per il Residence significa godere di tutti gli agi e i servizi di un hotel sfruttando, al contempo, tutta la libertà e la possibilità di gestire al meglio il proprio tempo e i propri spazi proprie di un appartamento.
Questa libertà, nel caso di una vacanza in Residence a Torre Mozza, può essere sfruttata con grande profitto e diletto per godere appieno di tutte le bellezze paesaggistiche e naturali che questo angolo di Salento sa riservare al turista curioso. Torre Mozza, infatti, appare un luogo dove una natura in stato di grazia sfodera le sue cromie più maliose regalando ai fortunati bagnanti un anticipo di paradiso. La distesa marina, bassa sul fondale per parecchi metri davanti la spiaggia, sembra offrirsi al visitatore con il suo volto più docile e affabile invitando al tuffo anche i bambini, rivelandosi particolarmente adatta per le famiglie. La lunga e bianchissima spiaggia accoglie con il suo docile arco niveo il turista offrendogli un colpo d’occhio difficile da dimenticare.
Imperdibili, inoltre, per tutti gli appassionati di bellezze naturali , le passeggiate all’interno del Parco naturale regionale Litorale di Ugento che comprende il territorio di Torre Mozza, da cui si può apprezzare una sequenza costiera pregevolissima, costituita da un sistema dunale e retrodunale, da una serie di bacini e canali di collegamento, da una imponente scogliera fossile con gravine e dalla più estesa area di macchia mediterranea del Salento.
Alle bellezze uniche che la natura sa offrire la vacanza in Residence a Torre Mozza abbina, in un mix davvero ineguagliabile, tutti servizi e le comodità proprie dei migliori standard di accoglienza moderna, come la spiaggia privata attrezzata accessibile anche a disabili, l’animazione, l’area attrezzata per sport, i vari corsi gratuiti.
Altro aspetto che merita considerazione è, infine, la felice collocazione del residence a Torre Mozza, in una posizione strategica lungo la costa ionica, che consente di raggiungere in pochi minuti tutti i principali centri balneari di questo versante del litorale salentino da Gallipoli a Santa Maria di Leuca. In questo modo, si può godere di tutto il relax e la calma del piccolo centro con la possibilità di raggiungere, percorrendo pochi chilometri, il cuore della movida e del divertimento dell’estate salentina. In queste rapide considerazioni si sono illustrati sono alcuni dei motivi per scegliere di trascorrere una vacanza in Residence a Torre Mozza a voi l’opportunità di scoprirne altri e nuovi.
Vacanze a Torre Mozza
Le vacanze natalizie sono appena trascorse e già gli italiani, ormai risucchiati dalle incombenze della vita quotidiana, cominciano a vagheggiare e a immaginare la destinazione per le prossime vacanze, anche perché, programmare in tempo le ferie permette un considerevole risparmio in termini economici e la possibilità di scegliere al meglio. Una soluzione che merita considerazione è quella di trascorrere le prossime vacanze a Torre Mozza, una località tutta da scoprire e che non mancherà di soddisfare appieno il visitatore.
Situata a pochi chilometri da Gallipoli accoglie il vacanziere con una striscia nivea di sabbia stretta tra il turchese iridescente dell’acqua e lo smeraldo intenso della macchia, Torre Mozza appare un luogo dove una natura in stato di grazia sfodera le sue cromie più maliose regalando ai fortunati bagnanti un anticipo di paradiso. La distesa marina bassa sul fondale per parecchi metri davanti la spiaggia sembra offrirsi al visitatore con il suo volto più docile e affabile invitando al tuffo anche i bambini, rivelandosi una località particolarmente adatta per le famiglie.
Trascorrendo le vacanze a Torre Mozza, lo sguardo può saziarsi della vista di un orizzonte che curva nella luce inusitata, che solo il Salento conosce, abbracciando da un lato, Gallipoli distesa nel mare come una sirena e l’occhio vigile del faro dell’Isola di Sant’Andrea, dall’altro, il litorale ionico che prosegue alternando il lucore silicio delle sue dolci dune a bassi scogli carezzati dalla risacca. La località è posizionata in prossimità del Parco naturale regionale Isola di sant’Andrea litorale di Punta Pizzo, un'area protetta di grande pregio, uno dei polmoni verdi del Salento. Ed è così che in un prodigioso accordo si mescolano agli odori salmastri del mare i profumi e le essenze della macchia come il corbezzolo, il mirto, il lentisco, l’orchidea e la calendula.
Tutto in questo angolo di Salento sembra celebrare la bellezza del paesaggio e della natura invitando alla contemplazione e al riposo. Senza dimenticare il divertimento e le comodità proprie di ogni luogo con spiccata vocazione turistica. Numerosi gli stabilimenti balneari nella zona dotati di tutti i confort e i servizi per assicurare un soggiorno presso questo mare in pieno relax e agio. Lettini, sdraio, ombrelloni, bar, consentono di fruire nelle migliori condizioni di tutti i piaceri del mare durante la giornata. Non manca naturalmente, le spiaggia libera per chi vuole godere dei piaceri della vacanza in maniera più essenziale avendo, comunque, a portata di mano le comodità dei vicini lidi.
Scegliendo le vacanze a Torre Mozza si può godere, inoltre, delle magie riservate dalla sua collocazione sulla costa occidentale del Salento, da qui è possibile assistere alla danza del sole al tramonto, quando l’astro gioca sulla linea dell’orizzonte immergendosi nelle acque del mare esalando gli ultimi palpiti di bagliore in un tripudio cromatico, regalando a ogni giorno il suo incanto e accordo finale.
Residence Torre Mozza
Trascorrere le proprie vacanze facendo un vera e propria immersione nelle bellezze naturali paesaggistiche e storico-artistiche del Salento con i comfort di un hotel e la libertà e la convenienza di un appartamento, son alcuni dei vantaggi che un soggiorno a Baiadoro residence Torre Mozza può offrire. Il residence Torre Mozza è l’occasione per godere al meglio di una vacanza in location di grande fascino. Meravigliosamente collocato sulla costa ionico salentina, in una posizione privilegiata, consente di vivere nel miglior modo il proprio relax a contatto con il mare e la natura incantata del luogo.
La scelta del residence è particolarmente indicata per la vacanza in famiglia e per gruppi di persone le cui esigenze possono essere soddisfatte dalla proposta di più tipologie di soggiorno abitativo, dal monolocale ad appartamenti spaziosi e accoglienti. Vantaggio decisivo del residence è sicuramente la libertà di organizzare la propria giornata senza vincoli di orario legati a pranzo e cena, che permette di affrontare la vacanza con i propri ritmi e interessi, gustandosi con agio casalingo tutte le bellezze che il Salento può offrire.
Altro vantaggio non trascurabile del residence, soprattutto se si intende programmare una permanenza prolungata, la possibilità di disporre, anche nel caso della soluzione base, di spazi più ampi e confortevoli di una camera d’albergo. Il felice connubio residence Salento permette un’esperienza di vacanza più calorosa e coinvolgente mettendo a disposizione degli ospiti una cucina autogestita, che consente loro di fare esperienza diretta dei prodotti locali e delle realtà produttive del territorio, con la possibilità di vivere la quotidianità del luogo nel modo più autentico e immersivo.
Tutti i vantaggi fin qui descritti trovano nel caso specifico del residence Torre Mozza Baiadoro una sua espressione interessante che conferisce ulteriore attrattiva a questa modalità di soggiorno vacanziero. Il residence Baiadoro a Torre Mozza è, infatti, capace di sfruttare tutti i vantaggi elencati, aggiungendo il privilegio ulteriore di una ubicazione che unisce la bellezza unica del mare e delle spiagge che hanno reso noto il Salento a livello internazionale, alla tranquillità e la pace del piccolo centro.
Qui si può scegliere di vivere una vacanza in una dimensione familiare e rilassante profittando appieno della lunghissima spiaggia di sabbia finissima e bianca, ma allo stesso tempo, la collocazione strategica del residence permette anche di raggiungere agevolmente tutto il litorale ionico con le sue località turistiche più rinomate, come Gallipoli e Santa Maria di Leuca, tuffandosi nella straordinaria offerta di divertimento e svago che hanno fatto di questa parte di Salento una delle mete più ambite del turismo italiano e straniero.
Le tipologie abitative offerte sono tutte dotate di TV e terrazzo o balcone attrezzati con tavolo e sedie e vanno dal bilocale di 2/3 letti fino al trilocale 6 super, con varie soluzioni intermedie, tutte attrezzate per garantire un soggiorno confortevole e rilassante. La struttura dispone di una spiaggia privata attrezzata che dista soli 250 metri dal complesso, oltre a campetti da tennis/calcetto, zona giochi per i più piccoli, chiosco-bar e un anfiteatro.
La scelta dell’accoppiata residence Torre Mozza si rivela, così, la soluzione migliore per vivere appieno tutte le sfumature della vacanza dal relax al divertimento in un mix unico e di sicuro interesse.
L'olivo e il paesaggio salentino
Quando si parla di Salento da visitare non si può prescindere dall’olivo. L'olivo, pianta dalle antiche origini carica di rimandi simbolici e culturali, con i suoi tronchi scultorei e le sue chiome indomite ha modellato il territorio e il paesaggio salentino e pugliese, così come con l’olio che si ricava dalle sue bacche ha dato gusto alla cultura culinaria della nostra civiltà contadina.
L’olea europea ha le sue origini nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente. Ed il Mediterraneo è il teatro del suo cammino che accompagna quello dell’uomo europeo e della sua civiltà, dall'originaria Attica verso l'Occidente giungendo in Puglia dove trova l'habitat ideale per crescere e produrre. Le prime tracce della presenza dell’olivo nell’area pugliese risalgono già a diversi millenni fa; i rinvenimenti di noccioli di olive degli scavi di Torre Canne, inglobati nella roccia del neolitico, ci darebbero la testimonianza che le prime popolazioni ivi insediate si nutrivano di olive già 8-10 mila anni fa. Furono i primi navigatori fenici e greci, e successivamente gli arabi ed i romani a diffonderne la coltivazione lungo le pianure e le assolate colline della penisola italica.
L'intensificarsi dei traffici marittimi lungo le coste del Meridione d'Italia ad opera di fenici, greci e romani fu alla base dello sviluppo dell'olivicoltura in Puglia e nel Salento in particolare, la cui millenaria civiltà ha profonde radici nella presenza dell'olivo, un albero dotato di grande sobrietà e resistenza, che si adatta anche ai terreni brulli e sassosi come quelli della nostra regione.
La spremitura delle olive per ottenere olio era pratica conosciuta molti secoli prima della venuta di Cristo: le testimonianze di macine primitive sono conservate nei musei dell'isola di Creta, ad Haifa in Israele ed in Egitto. Nel museo nazionale di Taranto, altra eccellenza della Puglia da visitare, sono conservate tre anfore antiche ed un sarcofago di un atleta che aveva partecipato alle Panatanee di Atene ed era stato premiato con vasi riccamente ornati contenenti olio di oliva, ricavato dagli olivi piantati da Solone. Con l'affermarsi dell'Impero Romano, l'olio d'oliva assunse una funzione strategica nel campo del commercio e delle attività di scambio tra i diversi popoli e si intensificarono anche gli studi sulla buona coltivazione dell'olivo.
L’alto Medioevo è un periodo di scarsa diffusione per l’olivocoltura nella regione e di conseguenza per l'area salentina, olivi isolati tra i coltivi o tra le distese pascolative interessavano soprattutto aree a diretta gestione signorile. L'olio comunque non era merce ricca e il suo commercio era condizionato anche dagli ingombranti recipienti con i quali veniva trasportato. Con l’avvento della civiltà bizantina nell’Italia meridionale si ha un nuovo quadro colturale che porta al ripristino di piante come olivo e vite. In questo periodo si costituisce quel paesaggio agricolo del Salento da visitare e scoprire. Nell’epoca dei comuni e dei Monasteri successiva alla caduta dell'Impero Romano si ha un nuovo impulso allo sviluppo e il rinnovamento per l'olivicoltura e la produzione dell’olio di oliva. Il commercio dell'olio riprende ad opera dei navigatori veneziani. I porti di Brindisi, Gallipoli, Otranto e Taranto divennero meta di navi che trasportavano enormi quantità di olio; vi si installano fondachi oltre che veneziani, anche toscani, genovesi, russi, inglesi e tedeschi. Il commercio dell'olio d'oliva assunse una tale importanza che nel 1559, il viceré spagnolo Parafran De Rivera dispose la costruzione di una strada che collegasse Napoli alla Puglia, con biforcazioni per la Calabria e l'Abruzzo per consentire un trasporto più rapido dell'olio di oliva.
Itinerari Salento: gli alberi monumentali
Viaggio a Sud, alla scoperta dei giganti verdi di cui la terra salentina è madre generosa e feconda. Ce n'è di esotici, importati per vezzo ornamentale dall'altro capo del mondo. E ce n'è di indigeni, signori centenari scampati all'invasione di cemento che ha falcidiato i boschi. Non solo ulivi, dunque, quelli in difesa dei quali torna a marciare oggi il popolo ambientalista: appuntamento a Ostuni, per bloccare gli effetti della modifica alla legge regionale che ne rende più facile l'espianto in nome del diritto a costruire. Sono sessanta milioni in tutta la regione, sei milioni quelli monumentali.
Gli uni e gli altri costringono ad arrampicare lo sguardo verso l'alto, guadagnando alla vista una porzione di cielo. E fu forse per distrarre dalle cose terrene le nobildonne "... vergini, vedove e malmaritate" che trovarono rifugio nell'ex conservatorio di Sant'Anna a Lecce, che i Verardi - proprietari del palazzo seicentesco nei pressi di Porta Rudiae - misero a dimora un ficus macrophilla che oggi svetta a 25 metri di altezza. Un esemplare di circa 250 anni, importato dalle foreste pluviali asiatiche intorno al 1840, reperito probabilmente per mezzo del vivace scambio fra gli orti botanici sorti all'epoca nel Regno delle due Sicilie, a Napoli, Palermo e Lecce. Ne sono certi gli studiosi, fra questi il botanico Francesco Minonne, responsabile scientifico del Parco costa Otranto-Leuca e bosco di Tricase, cicerone del viaggio alla scoperta del tesoro arboreo del Salento.
"La giungla di città fatta di costruzioni e pavimentazioni, ricrea paradossalmente una specie di cortina protettiva intorno agli alberi ", spiega Minonne, la stessa grazie alla quale vive a un passo dal castello Carlo V un bestione dal fusto bitorzoluto e la chioma gigantesca. Lo chiamano baobab, parto di una fantasia cartoonist, ma è una Phitolacca dioica originaria del Brasile: 150 anni di vita appena, praticamente un giovanotto, versatile e resistente (anche allo smog). Un prodigio monumentale, radici comprese, robuste, intricate e ospitali.
Il viaggio prosegue verso fronde più familiari, schiettamente autoctone. Come la quercia virgiliana che si inerpica verso il cielo di Taurisano abbracciando da parte a parte i tetti della stradina di periferia. Dimora in via XXIV maggio questo signore di 450 anni dal fusto portentoso, per cingere il quale ci vogliono almeno tre paia di braccia. "Un relitto", dice Minonne, che vale per testimone di un passato remoto in cui la scena del paesaggio era dominata da foreste di lecci e querce.
Ma è ancora più giù, fra campi aperti e raggiungibili solo da chi conosce bene l'estremità di questo lembo di terra che ci si ritrova faccia a faccia con un vero ciclope, 23 metri di altezza, poco meno della chioma che misura 27 metri di diametro. È il leccio più grande del Salento, in contrada Pisignano, nel comune di Lizzanello.
Ultima tappa a Tricase, per il rendez-vous con la signora in verde che giganteggia solitaria nel cuore del Parco regionale della costa idrutina: una quercia vallonea che conta 850 anni di vita e nessun simile nel resto d'Italia. "Siamo l'avamposto più occidentale ad ospitare questo tipo di quercia, la cui casa è l'areale che comprende gli stati della ex Jugoslavia, e proprio da Valona prende il nome", commenta Minonne con gli occhi dietro l'obiettivo della macchina fotografica, a immortalare ancora una volta il mistero di questa creatura che ha messo radici qui, non si sa come. Gli studiosi si dividono fra quanti sostengono che la varietà sia stata importata dai basiliani, che adoperavano il tannino contenuto nelle cupola delle ghiande per la concia delle pelli, e chi sostiene che sia una creatura indigena, germogliata grazie a irripetibili condizioni microclimatiche. Un enigma destinato a rimanere tale, probabilmente, sulle fronde di una sfacciata, materna, monumentale bellezza.
Vacanze di Natale nel Salento
Anche nel periodo natalizio il Salento si presenta come una terra piena di eventi e occasioni di scoperta che non mancherà di sorprendere e conquistare il visitatore. Dai presepi viventi alle sagre ai mercatini e alle fiere la penisola salentina è percorsa da tante iniziative e appuntamenti tradizionali occasione imperdibile per immergersi nelle atmosfere natalizie godendo delle bellezze e delle tradizione uniche di questa terra. Una delle ricorrenze più caratteristiche del natale salentino è sicuramente l’allestimento dei presepi viventi frutto della creatività e dell’impegno delle singole comunità. Ogni presepe vivente è unico e fornisce una suggestione irripetibile fra campagne palazzi e centri storici con originali rivisitazioni della sacra rappresentazione in chiave di civiltà contadina.
Una menzione articolare merita il presepe vivente di Tricase realizzato sullo scenario di singolare bellezza della collina di Monte Orco. Ben 35.000 lampadine luccicanti fanno da preludio alla rappresentazione vivente del racconto della nascita di Gesù. I personaggi ritratti nelle narrazioni evangeliche sono interpretati e messi in scena dalla gente del posto nelle rappresentazioni dei più antichi mestieri salentini. Ma il presepe vivente di Tricase non è solo rievocazione folklorista del territorio, bensì riproduzione scrupolosa di ambientazioni storiche romane, con la reggia di Erode, la casa dei romani, ma anche la sinagoga con i soldati in costume. Infine, si può ulteriormente comprendere la bellezza di Monte Orco, la sua grandiosità con la vista di un panorama mozzafiato che essa regala ai visitatori, poco prima di entrare nell'umile Grotta della Natività. È lì, davanti all'ingresso, la fiammella della Luce della Pace, giunta come ogni anno da Betlemme.
Una visita merita anche il presepe monumentale allestito, come ormai di consuetudine, nel magnifico scenario dell’anfiteatro romano di Lecce in piazza Sant’Oronzo. Anche qui la rappresentazione della nascita di Gesù viene declinata in chiave salentina con piccole casupole realizzate con la tecnica del muretto a secco, muretti, piante, ulivi. I personaggi del presepe sono a grandezza naturale, anche se si possono ammirare solo dall’alto, e sono realizzati in cartapesta.
Imperdibili, poi, nel Natale salentino i caratteristici mercatini e le innumerevoli sagre e le fiere tradizionali. Tra quest’ultime d’obbligo la Fiera di Santa Lucia o dei pupi a Lecce negli spazi dell’ex convento dei Teatini. Nei numerosi stand gli espositori propongono elementi del Presepe che variano dalle casette ai personaggi, alla rappresentazione dei mestieri tradizionali e di quelli più recenti. Di grande interesse l’esposizione di bellissimi Presepi curati nei minimi dettagli attraverso le tecniche più disparate, senza dimenticare le lavorazioni più tipiche del territorio dalla creta lavorata a mano, alle vere e proprie opere d’arte di cartapesta.
Per le sagre, da segnalare quella della Pittula a Specchia un’occasione ghiotta per degustare la saporita pasta lievitata e fritta in tutte le sue varianti e visitare uno dei borghi più belli e incantevoli della provincia.
Altro evento imperdibile è la tradizionale Festa del Fuoco, anche nota come “Festa te lu focu” che si tiene a Zollino fin dalla fine degli Anni Settanta. Voluta per recuperare la tradizione delle focare di Sant’Antonio, oggi si svolge nei giorni finali di dicembre e nel tempo si è impreziosita di riti, giochi, tradizioni, concerti, tutti rigorosamente attorno a un grande falò. La festa vuole recuperare le radici passate facendo risaltare la loro importanza anche nell’affrontare il futuro, verso una riscoperta delle cose concrete che uniscono persone e popoli.
Tra i mercatini di Natale, molto interessanti sono in particolare quelli realizzati ad Otranto e a Gallipoli. Ad Otranto, ammirerete un altro mercatino dell’artigianato locale mostrato all’interno del centro storico, tra tutti i monumenti più importanti come la Cattedrale, la Chiesa di San Pietro, il grande Castello Aragonese e la Porta Alfonsina. A Gallipoli, nel lungo viale di Corso Roma, potrete passeggiare tra tanti stand appositamente realizzati per il periodo natalizio dove fare acquisti tradizionali e non, arrivando infine nella Città Vecchia una volta passato il ponte nei pressi del Castello: qui termineranno gli stand, ma potrete ammirare tanti presepi artistici e un suggestivo presepe vivente.
Naturalmente, quelli segnalati sono solo alcuni degli eventi e degli appuntamenti tradizionali che allieteranno le vostre vacanze natalizie nel Salento, a voi scoprire tutta la ricca offerta della provincia per trascorrere delle feste dal sapore unico.
Itinerari Salento: la costa adriatica
Nell’itinerario precedente avevamo percorso la sinuosa costa salentina dai confini nord occidentali fino al sud estremo di Leuca. Come accompagnati dalla rassicurante mole del gigante monocolo ripartiamo proprio da Leuca per intraprendere un altrettanto stimolante e fascinoso viaggio verso le località della costa adriatica. Mentre sul versante ionico la costa si abbassa docile a carezzare il mare fronteggiandolo umile, sul versanto adriatico la costa, superata la punta Meliso, sembra insuperbirsi innalzandosi altera sulle acque quasi a volerne traguardare oltre per scorgerne i confini di sponda opposta. Proprio questo braccio di mare ha rappresentato per il Salento un ambivalente confine di incontro e arricchimento culturale e drammatico manifestarsi del dramma dello scontro tra civiltà.
Questo itinerario ci permetterà di percorrere la litoranea che conduce a nord verso Otranto, una lingua di asfalto sospesa tra cattedrali di roccia svettanti con fiero slancio verso il cielo e una mare che sembra corteggiare ad ogni dipresso la vista del passante riservando maliose aperture d’orizzonte. Una sottile linea costiera che sembra disegnata con la precisa volontà di offrire a chi la percorra un campionario magnificente della bellezze paesaggistiche del Salento, una esemplare epitome del prodigioso equilibrio di questa terra tra natura e intervento antropico.
Come grani di un prezioso rosario si alternano in prodigiosa successione lungo questo esile nastro costiero: Novalgie una piccola e pittoresca insenatura, Marina Serra, Tricase Porto che occhieggia a Tricase città e alle campagne ricche di boschi , Castro Marina che si spinge come un promontorio a scrutare l’orizzonte dove nella chiare mattine di sereno, come capriccio di fata Morgana, appare il profilo alpino dei monti dell’opposta Albania. Risalendo verso nord incontreremo, ancora, Santa Cesarea con i suoi zolfi curativi e il profilo moresco della villa che fece da set all’estro visionario di Carmelo Bene.
Porto Badisco avvolta dagli echi mitici che la vollero primo approdo italico di Enea in fuga da Troia in fiamme. L’itinerario lungo la costa adriatica diventa qui un ulteriore ricco viaggio pieno di sorprese e scoperte tra mito, leggenda, arte preistorica, antropologia, archeologia, scienze geofisiche, storia delle religioni, speleologia. Proseguendo lungo la direttrice nord ci imbatteremo in Otranto con il profilo possente delle sue mura e fortificazioni, che raccontano uno degli episodi più tragici ed esemplari della storia salentina. Estremo limite orientale d’Italia, Otranto porta con sé come uno stigma questo suo essere terra di frontiera.
Proseguendo verso Lecce comincia la lunga teorie di marine rapprese attorno alle torri costiere: Torre S. Stefano, Torre dell’Orso, San Foca,Torre Specchia, Torre Rinalda. Una lunga striscia di sabbia corre lungo queste località fino alle due marine dei leccesi San Cataldo, in epoca romana importante porto intitolato ad Adriano, e Casalabate dove termina il percorso costiero del Salento leccese. Oltre la provincia di Brindisi con altri colori, sfumature e profili. Al turista, che giunge in vacanze nel Salento, l’opportunità di intraprendere questo mirabile percorso paesaggistico inciso tra la costa e il mare in un perenne gioco di specchi e rimandi tra terra e spazi acquorei.
Itinerari Salento: i centri costieri ionici
La penisola salentina può vantare una costa lunga centocinquanta chilometri che si incunea tra Adriatico e Ionio alternando spiagge, calette e scogliere, descrivendo un itinerario suggestivo, vario e ricco sorprese.
Un itinerario che sul versante ionico va da Porto Cesareo a Santa Maria di Leuca e che merita di essere percorso in tutta la sua bellezza e goduto come un insieme pieno di amlie e affascinanti sorprese. Porto Cesareo è la prima ad accoglierci come porta d’ingresso del Salento sullo Ionio, i suoi fondali bassi sembrano voler dare confidenza al bagnante, mentre le sue acque chiare e trasparenti sono un invito a immergersi nei suoi flutti salsi. Un porto naturale il cui litorale alterna le spianate calcaree dei terrazzi a spiagge, dove la duna costiera ospita una fitta vegetazione arbustiva tra golfi, insenature, speroni rocciosi, scogli e isolotti. Più a sud Sant’Isidoro, quasi un abile acrobata in bilico sulla costa a strapiombo. Il colore bruno del calcare fa da sfondo ai colori tenui e chiari delle casette dei pescatori, che sembrano inseguirsi sull’erta dello scoglio per poi ammassarsi in un precipitoso arrestarsi sul filo del precipizio. Scendendo ancora, la costa si allarga e si tinge del verde rigoglioso e smagliante del pino di Aleppo che avvolge nel suo abbraccio Porto Selvaggio. Qui la macchia mediterranea si carica di tutta la tavolozza dei suoi sentori e colori e il mare sembra ingaggiare con essa una singolare tenzone cromatica aggiungendo intensità e sfumature allo zaffiro del suo manto.
A contrappuntare il verde delle serre, che come dorsi docili di mulo ritmicamente si alternano, sparse case bianche in un lucore accentuato dai tagli di luce netta che solo chi ha trascorso le sue vacanze nel Salento può intendere. Porto Selvaggio preannuncia Santa Caterina con il suo porticciolo, le sue acque trasparenti. Qui tutto appare misurato sulla piccola scala, il porto si sovrappone alla spiaggia e la scogliera corre sinuosa flettendosi fra cale e rade fino a Santa Maria proseguendo fino a giungere a Lido Conchiglie e alle porte di Gallipoli. Giungendo qui da nord si può scorgere in maniera distinta il grande semicerchio occhieggiante di luci dei paesi vicini, che come un abbraccio stringe la perla dello Ionio.
Scrive Cesare Brandi “Per chi non lo sapesse, Gallipoli, con la sua fonte a due facce, l'una greca, l'altra rinascimentale, è come una fortezza ridotta a giardino d'infanzia su un mare tenero, basso, trasparente. ... più grande, più amena, più luminosa, sembra quasi galleggiare sulle acque”. La roccia abbandona la costa in corrispondenza della Purità e poi verso Lido Piccolo per lasciare spazio ai riflessi di silice della sabbia arroventata sotto la canicola estiva. Qua e là sparsi sulla battigia eroici pini resistono alla salsedine e ai venti marini. Torre Pizzo riprende l’arabesco della costa calcarea che prosegue estrosa fino alle marine di Alliste, di Racale e di Torre Suda. Avamposti marini cui guardano le spalle paesi di case chiare immerse nel verde lucido degli ulivi, interessante diversivo per chi trascorra le vacanze nel Salento.
Il mare si tinge di riflessi verdi verso Ugento e le sue marine Torre San Giovanni, Torre Mozza, Lido Marini caratterizzate da lunghe e bianchissime distese da un mare pescoso e dalla trasparenze cristalline. La zona offre, inoltre, nella zona interna una ricca e vasta area archeologica piena di tesori inattesi. Aggrappata sulle cime di sasso delle serre, nel biancore che porta inscritto nel suo nome, Leuca termine di questo nostro itinerario che si staglia orgogliosa contro il mare verso cui si protende tutta come porto sicuro capace di sfidare marosi e venti avversi. È qui, scrive Bodini, che dopo morti tutti i salentini fanno ritorno con il cappello in testa. Secondo un detto popolare chi non visita Leuca da vivo ci va da morto, quasi che la potente luce del faro di punta Meliso faccia da guida alle anime verso un mondo altro oltre la vita. Il mare dinanzi questa riva confonde i sui confini smemorando il suo nome non più Ionio ma neanche ancora Adriatico. Qui quest’ultimo, più sapido, tracima prorompente fra le acque più calme e dolci del fratello di riva opposta, disegnando scacchiere di correnti che si insinuano fino a Morciano e Torre Vado. Di fronte a queste coste il canale d’Otranto da cui è transitata tanta storia carica di presagi per l’Europa contemporanea.











